Riso con soia e funghi porcini per scacciare ogni nostalgia

La natura selvaggia si fa spazio tra cemento e asfalto, appropriandosi silenziosamente di quelle aree che per decenni hanno reso questa “città” nella città un luogo speciale per Torino.
I cancelli, che numerati indicavano i vari ingressi, appaiono oggi smarriti e solitari, ricordando vecchie camicie di jeans rattoppate e private di quell’etichetta che le ha rese iconiche, ma oggi relegate in soffitta. Il vasto parcheggio antistante, un tempo pieno di vetture parcheggiate che dall’alto, grazie ai colori, parevano molteplici pezzi di Lego, oggi si presenta deserto come un vecchio campo da calcio parrocchiale al quale sono state tagliate le reti delle porte. Se si costeggia la recinzione degli stabilimenti di Mirafiori, si intravede regnare la desolazione e un sordo silenzio. Tra un edificio e l’altro, le piccole strade, i cartelli segnaletici che un tempo regolavano il flusso di veicoli e lavoratori, oggi sembrano ricordare un paesaggio da Far West; il sibilo del vento infatti e le palle di arbusti che rotolano, hanno sostituito il vociare di persone un tempo intente a produrre automobili. “Mamma Fiat” ha dato la possibilità alla mia famiglia di vivere agiatamente. Per molti era un vanto essere alle dipendenze di questa grande industria; all’epoca particolare attenzione era riservata ai lavoratori e alle loro famiglie.
Ricordo bene “Natale bimbi” — dove venivano distribuiti doni e creati momenti di gioco — , lo sconto dipendenti riservato a chi acquistava autovetture, compresi alcuni regali a esse abbinati, tra cui l’iconico “Ciao”della Piaggio.
Prendete dunque del riso carnaroli e cuocetelo con olio e acqua per sette minuti come un classico risotto. Aggiungete diversi cucchiai di soia e proseguite la cottura al dente: togliete dal fuoco, aggiustate di sale e mantecate con poco burro e parmigiano. Disponete su piatti fondi di portata, grattugiate della scorza di limone e coprite con lamelle sottili di funghi porcini freschi; condite con un filo di olio e una copiosa manciata di prezzemolo fresco tritato. Quando passo davanti a Mirafiori, i ricordi del passato si fanno nebbia e con il piede spingo sull’acceleratore per lasciarmi velocemente alle spalle quell’angolo.
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