Veneto

Il 25 % degli anziani padovani percepisce una pensione fino a 750 euro


«In alcuni casi per pagare le rette delle Rsa i figli sono costretti a mettere in vendita la casa di proprietà dei genitori. Questa è un’urgenza sociale, ci attendiamo risposte concrete da parte della Regione e delle altre istituzioni competenti». L’appello è dell’Anp (Associazione nazionale pensionati) Cia Padova. A motivo dei rincari dell’energia, e delle utenze in generale, dal prossimo autunno sono previsti aumenti della stessa retta (già adesso di oltre 2mila euro al mese) dell’ordine di 4-5 euro al giorno. In un anno, Anp Cia Padova stima ulteriori spese fino a 1.800 euro.

«Nell’attuale congiuntura si pongono due diversi problemi – ha precisato il presidente dell’associazione, Carlo Miatello – in primo luogo, in tutta la provincia vi sono migliaia di anziani in attesa di entrare nelle strutture di accoglienza. In seconda battuta, la quota mensile non è sostenibile per la maggioranza degli ospiti. Non bastano, infatti, la pensione e l’eventuale assegno di accompagnamento». Motivo per cui sono tenuti ad intervenire i familiari, fino al caso estremo della vendita dell’immobile di proprietà. Ovvero, quando la famiglia non è in grado di coprire la retta sono i Comuni a dover compartecipare alla stessa, con pesanti ricadute sui bilanci pubblici.

«Serve una riforma strutturale delle Rsa, ferma da più di vent’anni – ha osservato Miatello – anche per avere uniformità relativamente alle valutazioni, agli accessi alle strutture e alle rette». Non solo. «Sono pure necessari investimenti nella specializzazione del personale e l’aumento del contributo nel caso di non autosufficienti ricoverati». Inoltre, occorrono risorse “continuative”, e non spot, per quei familiari che assistono le persone con disabilità grave. E ancora: «Una cura domiciliare adeguata: se le condizioni lo permettono, la persona disabile sta meglio a casa, dove ha sempre vissuto, con le proprie sicurezze». Non lasciamo sole quelle famiglie che hanno al loro interno delle persone fragili: «Si tratta anzitutto di una questione di dignità». Un dato su tutti impone una riflessione. In provincia di Padova, il 25% dei pensionati percepisce una pensione fino a 750 euro al mese. «Dopo aver lavorato una vita per le comunità, questi sono i numeri. Fra le categorie maggiormente in difficoltà, quella degli agricoltori. Continueremo la nostra battaglia nelle sedi opportune a favore dell’aumento delle pensioni minime».


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