Incidente mortale di Bogliasco, la moglie di Poggi: “L’ho visto spegnersi”. La sterzata della donna ha probabilmente evitato una terza vittima

Genova. “Non ho avuto la prontezza di tirare il freno a mano quando ho visto Sergio spegnersi al volante. Non si muoveva più, ma aveva il piede sull’acceleratore. A un certo punto mi sono aggrappata al volante e ho sterzato“.
È il drammatico racconto fatto ai carabinieri della compagnia di Santa Margherita Ligure da Rosanna Buschini, 74 anni, moglie di Sergio Poggi, il pensionato morto ieri mattina per un malore mentre era alla guida della sua Volkswagen Polo. Un malore che ha provocato la tragedia sull’Aurelia, dove l’auto ha travolto due fratelli che stavano pedalando: Daniele Callà, 42 anni, è morto, mentre il fratello Simone, 47 anni, è rimasto ferito.
Un gesto disperato che ha salvato la vita a una ragazza di 19 anni
La testimonianza della donna, ancora sconvolta per la morte del marito e per la tragedia che si è consumata in pochi istanti, chiarisce però anche un elemento che non era stato del tutto chiaro nelle prime ore: quella sterzata disperata verso sinistra potrebbe infatti avere evitato una terza vittima. Dopo aver travolto i due ciclisti, la Polo stava proseguendo a forte velocità verso il marciapiede. Proprio lì, in quel momento, stava camminando una ragazza di 19 anni. La giovane era stata sfiorata dall’auto e, subito dopo, aveva assistito alle manovre di rianimazione. Sotto choc e colta da un lieve malore, era stata accompagnata dalla Croce bianca genovese all’ospedale di Sestri Ponente, dove era stata dimessa un paio d’ore più tardi. Nel pomeriggio i carabinieri di Santa Margherita Ligure, guidati dal capitano Luca Canale, hanno raccolto anche la sua testimonianza. La ragazza ha confermato di aver visto l’auto arrivare nella sua direzione e poi, improvvisamente, sterzare.
Chi era Sergio Poggi: pensionato del Cap che amava curare il suo orto
Rosanna Buschini, casalinga, subito dopo l’incidente era stata soccorsa e accompagnata al Galliera per alcuni accertamenti per problemi respiratori, ma fisicamente adesso sta bene e dovrebbe essere dimessa nelle prossime ore. Ad assisterla ci sarà il figlio Diego, arrivato da Roma. A Nervi la donna è molto conosciuta così come lo era Sergio Poggi, uomo però molto riservato. Ex dipendente del Consorzio autonomo del porto, una volta in pensione era stato attivo anche il sindacato dei pensionati del Cap. Amava curare il suo orto ed era una persona precisa e attenta, anche nella cura della propria automobile, della quale seguiva con grande scrupolo manutenzione e tagliandi. Ieri mattina la coppia era uscita poco prima delle 8 per andare a fare la spesa. Poi il malore improvviso, l’auto fuori controllo e la tragedia.
Simone Callà ancora in ospedale: “Ho sentito un rumore fortissimo da dietro, poi sono stato sbalzato”
Nel frattempo Simone Callà, 47 anni, resta ricoverato al Trauma Center dell’ospedale San Martino. Per lui la prognosi è stata sciolta con 30 giorni, ma ha riportato lesioni a due vertebre che potrebbero rendere necessario un intervento chirurgico.
Ai carabinieri il 47enne ha raccontato di aver sentito un rumore forte da dietro “come di un motore bloccato”, si è sentito colpire ed è stato sbalzato in aria. Poi una volta a terra, nonostante i danni alle vertebre ha sentito arrivare la corriera e ha trovato la forza di spostarsi a lato strada.
Oggi Simone ha ricevuto la visita dell’amico Paolo Frank, noto penalista genovese che con i due fratelli ha condiviso il calcio praticato e anche che si è anche già attivato per supportare la famiglia Callà per gli aspetti legali della tragedia.
La Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale. Le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente sono ancora in corso, ma è già arrivato il nulla osta alla sepoltura sia per Daniele Callà sia per Sergio Poggi. Le due famiglie potrebbero riuscire a organizzare i funerali all’inizio della prossima settimana.
L’inchiesta, completati gli accertamenti, andrà verso l’archiviazione in considerazione della morte dell’uomo alla guida. Resterà invece da affrontare la questione dei risarcimenti sul piano civile, un percorso tecnico che si annuncia più lungo e coinvolgerà le assicurazioni. Ma adesso per chi conosceva Daniele è il momento del dolore. Tanti i messaggi di cordoglio dalle società sportive di ciclismo, ma non solo. Daniele, che amava lo sport e la montagna ed era da poco diventato guida escursionistica ambientale. Voleva trasformare in lavoro una delle sue grandi passioni, ma nel frattempo lavorava per mantenersi come commesso alla Ekom di via De Gaspari, ad Albaro dove colleghi e clienti sono rimasti sconvolti dalla notizia della sua morte.




