così il mercato delle carte rare finisce nel mirino dei clan
Da passatempo per giovanissimi a vero e proprio bene rifugio alternativo, fino a trasformarsi in un ghiotto canale per la lavanderia del denaro sporco.
Il mercato delle carte collezionabili — con in testa i marchi Pokémon, Yu-Gi-Oh e One Piece — ha ormai travalicato i confini del collezionismo per trasformarsi in una prateria speculativa dove circolano somme capogiro e non tracciabili.
Tra illustrazioni storiche firmate da artisti del calibro di Ken Sugimori o Mitsuhiro Arita capaci di toccare quotazioni stellari, il settore soffre dell’assenza di un listino ufficiale: i prezzi oscillano rapidamente secondo logiche di rari riscontri, conservazione del pezzo ed esponenziale domanda spinta da influencer e trader.
Una bolla finanziaria che ha inevitabilmente spalancato le porte alla criminalità predatoria e alle mafie.
La scia di violenza: assalti ai negozi, casseforti sventrate e sangue
Gli eventi più recenti delineano un salto di qualità impressionante nelle tecniche operative delle bande:
Rapina ai Navigli: A Milano un malvivente solitario ha fatto irruzione nel locale “Il Regno ai Navigli”, minacciando un dipendente con un coltello per farsi aprire le vetrine e fuggendo poi in scooter con un bottino di circa 20 mila euro in pezzi rari.
Spaccata oltreconfine: A Bourgoin-Jallieu, in Francia, un commando di quattro uomini incappucciati ha sventrato le accessibilità di una rivendita all’alba, svaligiando centinaia di pezzi per un valore di quasi 80 mila euro prima della fuga.
Fiamma ossidrica nella Capitale: A giugno, a Roma, una banda di professionisti ha puntato l’abitazione di un privato sventrandone la cassaforte blindata: oltre ai gioielli, i ladri hanno portato via una collezione stimata 200 mila euro.
Tentato omicidio a Latina: Nel territorio pontino le indagini della Magistratura per un tentato assassinio gravitano attorno al possesso e al controllo di una preziosa raccolta di figurine.
I narcos e la lavatrice di Marbella
Ma l’aspetto più inquietante riguarda l’ingresso sistematico delle organizzazioni criminali complesse all’interno di questa nicchia monetaria.
La conferma arriva dall’operazione condotta a Marbella dalla Polizia spagnola insieme alle autorità svedesi: smantellata una rete transnazionale di narcotrafficanti che impiegava proprio le carte collezionabili di maggior valore per ripulire i proventi del traffico di stupefacenti.
L’acquisto e la successiva rivendita di rettangoli di carta convertibili rapidamente in contante liquido hanno fornito ai clan una lavatrice invisibile, a riprova di come il fenomeno abbia ormai assunto contorni di allarme globale.
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