Crisi Brovedani di Modugno, il Mimit esclude ipotesi chiusura
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy esclude ogni ipotesi di chiusura dello stabilimento Brovedani di Modugno. Lo si apprende da una nota pubblicata sul sito del ministero che fa riferimento al primo tavolo dedicato alla vertenza che si è tenuto oggi nella sede del ministero. Il Mimit ha condiviso “con tutte le parti coinvolte – si legge nella nota – la necessità di individuare una prospettiva industriale capace di garantirne il rilancio e la salvaguardia dei lavoratori”.
Nei prossimi giorni “saranno approfondite le misure di sostegno al reddito più idonee a tutelare i lavoratori interessati, mentre proseguirà il confronto per definire le condizioni necessarie a dare continuità all’attività produttiva. Le parti torneranno a riunirsi il prossimo 29 settembre per fare il punto sul percorso avviato”. “Abbiamo ritenuto necessario intervenire tempestivamente per dare una risposta industriale e occupazionale efficace. La nostra attenzione verso la Puglia è concreta e lo dimostra il lavoro svolto negli ultimi mesi sulle vertenze Ac Boilers e Hiab, avviate a positiva soluzione con nuove prospettive di sviluppo”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Anche sulla Brovedani, in stretto raccordo con azienda e sindacati, lavoreremo per individuare la migliore prospettiva per il rilancio del sito e garantire la continuità produttiva”, ha aggiunto.
La crisi dello stabilimento modugnese è legata alla cessazione delle committenze che venivano prodotte nel sito. La fabbrica pugliese conta circa 50 dipendenti. L’azienda, attiva nel settore dell’automotive, ha dichiarato, nel corso della task force Occupazione tenutasi il 31 agosto in Puglia, di voler concentrarsi sul sito di San Vito al Tagliamento (Pordenone).



