Liguria

Ferrovie, possibile svolta per il raddoppio a Ponente: l’Europa punta su mobilità militare e corridoio per l’Ucraina


Liguria. E se a sbloccare i fondi per il tanto discusso raddoppio ferroviario tra Finale Ligure e Andora fossero (anche) la guerra, la difesa europea e la ricostruzione dell’Ucraina?

Un’opera da oltre due miliardi di euro che da decenni divide il ponente savonese tra sogni di sviluppo e timori ambientali – e che ciclicamente riemerge nel dibattito pubblico salvo poi arenarsi per mancanza di fondi – potrebbe aver trovato la svolta decisiva. La chiave di volta per il raddoppio infatti potrebbe passare da Bruxelles e intrecciarsi direttamente con le nuove strategie europee di difesa e ricostruzione.

La notizia è arrivata questa mattina durante una conferenza stampa a Genova: il coordinatore del Corridoio Europeo Mediterraneo, Mathieu Grosch, ha illustrato le intenzioni delle istituzioni comunitarie per garantire le risorse necessarie al completamento della tratta ligure. Tra le ipotesi sul tavolo risulta anche l’accesso ai fondi per la mobilità militare e l’inserimento dell’infrastruttura nell’asse strategico verso l’Est Europa.

Sollecitato sui finanziamenti europei pronti ad affiancare quelli statali per portare a termine l’intervento, Grosch ha detto: “Normalmente sì, perché ci troviamo in un periodo molto importante in cui il Parlamento europeo, la Commissione e gli Stati membri definiranno il quadro finanziario per i prossimi sette anni. E sono abbastanza sicuro che, se manterremo i fondi proposti dalla Commissione europea, che sono già raddoppiati rispetto al periodo precedente, questo progetto sarà una delle priorità“.

Il coordinatore europeo ha però ricordato che serve un lavoro di squadra: “Sappiamo però anche che la Commissione non finanzierà tutti i progetti, ed è per questo che ritengo importante collaborare con gli Stati membri e la Commissione europea. E inizierò a lavorare su questo tema, come ha detto il Commissario, per questa regione, per trovare forse altri modi, altri strumenti per finanziarlo”.

Tra le opzioni sul tavolo, la notizia rilevante riguarda proprio il possibile cambio di classificazione della tratta ligure all’interno degli asset strategici dell’Unione Europea: “Uno di questi strumenti sarà valutare se questo corridoio, e questa parte di esso, rientri nella mobilità militare, perché anche questo è un tema molto importante per il futuro”, ha precisato Grosch.

Uno scenario che proietta l’ammodernamento dei binari del ponente dentro uno contesto geopolitico di primissimo piano: “Il secondo aspetto, credo, è che dobbiamo essere consapevoli che il corridoio ucraino, in quanto tale, è l‘unico corridoio meridionale che collega il sud dell’Europa all’Ucraina, e spero che domani avremo lì un corridoio di ricostruzione e di difesa”, ha concluso il coordinatore europeo.

L’infrastruttura savonese – finora al centro di un acceso scontro tra chi la considera “indispensabile per eliminare i passaggi a livello e ammodernare una linea risalente al 1872” e le contrarietà di comitati, associazioni e amministratori preoccupati per l’impatto ambientale, gli espropri e il rischio di “stazioni isolate come cattedrali nel deserto” – entra quindi in una fase decisiva (con gli occhi puntati a Bruxelles).

L’obiettivo è traguardare l’avvio dei lavori del raddoppio già nel 2027 e il completamento entro il 2035, con un investimento di circa 2,7 miliardi di euro.

“Vogliamo che la tratta Genova-Ventimiglia sia inserita come prioritaria nel Corridoio Mediterraneo per garantire un collegamento efficiente con Nizza e Marsiglia – ha dichiarato il presidente Marco Bucci -. Questo è fondamentale nell’ambito della dimensione strategica europea per assicurare, con il Terzo Valico e la Tav, il collegamento Parigi-Genova. Il binario unico tra Finale Ligure e Andora è ovviamente un collo di bottiglia, che vogliamo risolvere: oggi insieme al coordinatore Grosch, che ringrazio per la visita, abbiamo visto il progetto e ci sono molte cose positive, dal punto di vista della circolazione non soltanto delle merci ma anche delle persone e dei dati. Senza contare che lo spostamento della ferrovia a monte consentirà di liberare la linea costiera con aree di grande valore sotto il profilo turistico e della sostenibilità ambientale. Per questo vogliamo che il progetto possa essere inserito nella programmazione europea e abbiamo avuto garanzie in questo senso. Abbiamo chiesto a Rfi di accelerare il processo autorizzatorio e poi la progettazione esecutiva: l’ambizione è iniziare i lavori nel 2027, trovando i finanziamenti necessari”.

“La linea Marsiglia-Genova permette di collegare dal punto di vista ferroviario i due principali corridoi europei con la Liguria e col porto di Genova, che nella prospettiva dei grandi traffici marittimi è al centro del Mediterraneo e dei traffici per il nord Europa – ha affermato il commissario Calogero Mauceri che segue il Terzo Valico ma anche la Torino-Lione -. I nuovi corridoi, in particolare il Terzo valico, consentiranno alle navi che attraversano Suez di raggiungere il porto di Genova con un risparmio in termini di navigazione rispetto ai porti del nord Europa di cinque giorni: un vantaggio strategico anche in termini economici che rende importante collegare il porto di Genova ai due principali corridoi. Questo incontro si pone l’obiettivo di promuovere il potenziamento della linea Genova-Ventimiglia (opera che gode della massima attenzione da parte del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e del viceministro, Edoardo Rixi e già oggi presente tra le linee di accesso passeggeri dei corridoi TEN-T) anche come itinerario merci, per potenziare i collegamenti europei e soprattutto i collegamenti tra l’Italia e Francia. Per questo motivo – ha proseguito – diventa importante il coinvolgimento dell’Unione Europea che consentirebbe di completare il raddoppio degli ultimi 32 chilometri. La proposta avanzata oggi, in accordo con il Mit, la Regione Liguria e la Regione francese è quella di poter avviare un lavoro analogo a quello delle tratte di acceso alla Torino-Lione, con un working group che porti la linea Genova-Ventimiglia tra gli obiettivi strategici a livello europeo con il conseguente co-finanziamento dell’opera”.

Ad oggi, la Commissione europea ha già inserito questa tratta nei corridoi Ten-T per il trasporto passeggeri, aprendo la strada alla sua inclusione nei Corridoi prioritari e sbloccando l’accesso ai fondi europei. Dal punto di vista progettuale, entro fine anno sarà conclusa la fase autorizzativa con il rilascio della Via da parte del Mase e la conclusione della conferenza di servizi.




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