Veneto

RENDERE ACCESSIBILE LA CITTA’ AI DISABILI. Di Enzo Pedrocco

Abbattendo, oltre le barriere architettoniche, soprattutto le barriere mentali che la ostacolano Anche se il centro storico veneziano, a causa della sua specificità, presenta delle difficoltà che non vanno sottovalutate, non per questo l’impegno verso la disabilità, al fine di garantire legittimamente anche a chi è disabile motorio di avere una vita uguale a quella […]

Abbattendo, oltre le barriere architettoniche, soprattutto le barriere mentali che la ostacolano

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Anche se il centro storico veneziano, a causa della sua specificità, presenta delle difficoltà che non vanno sottovalutate, non per questo l’impegno verso la disabilità, al fine di garantire legittimamente anche a chi è disabile motorio di avere una vita uguale a quella di tutti e permettergli di vivere Venezia come luogo senza barriere, deve venire trascurato e dimenticato, trincerandosi dietro falsi alibi affatto inconsistenti, come troppo spesso hanno fatto le varie amministrazioni avvicendatisi in questi ultimi anni alla guida della città.

Mentre è ovvio che tale impegno debba essere, invece, assolutamente intensificato: tenendo conto che il concetto di “accessibilità”, connesso con esso, è a ragione considerato indicativo del livello di civiltà di un Paese e di coloro, soprattutto, che vi ricoprano ruoli di responsabilità sia a livello nazionale che locale.

E andrebbero intensificati inoltre, a mio modesto avviso, anche gli sforzi volti a far entrare il problema dell’abbattimento delle barriere architettoniche nella coscienza di tutti quei veneziani che stoltamente  vi si oppongono – che vi sono, purtroppo, eccome! –  i quali sono soliti  liquidare un problema oltremodo complesso e delicato qual è quello dei disabili con faciloneria e sprovvedutezza, tagliando corto spesso con frasi, tutt’altro che edificanti e inopportune,  quali: “Ma che i staga a casa!”,  “Che i ciapa el bateo!”… e una caterva di baggianate simili

Enzo Pedrocco


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