Basilicata

Ex leghisti chiedono congresso Lega Nord. Carroccio duro: cercano poltrone

Milano, 1 set. (askanews) – Resuscitare la Lega Nord, riconvocarne il congresso dopo 9 anni di inattività, e attraverso la creatura di Umberto Bossi assestare un altro colpo alla Lega per Salvini premier. Le difficoltà del partito del vice premier, che vede i consensi erodersi a vantaggio dell’ex Roberto Vannacci, moltiplicano le iniziative della galassia leghista. Stavolta a muoversi è Gianluca Pini: pioniere della Lega in Romagna a inizio degli anni ’10 e tra i più vicini a Roberto Maroni, prima di sparire dai radar anche a causa di vicende giudiziarie. Ora torna alla ribalta con un Comitato per chiedere appunto la convocazione del congresso federale della Lega Nord, commissariata da Salvini e affidata al fedelissimo Igor Iezzi.

“Il nostro obiettivo è puramente pratico: vogliamo restituire ai militanti della Lega Nord la possibilità di fare attività politica, cosa che ci viene impedita da anni da Salvini e Iezzi”, spiega Pini. Per ora poche centinaia di firme, “ma adesso aumenteranno rapidamente”, è la convinzione di Pini, che si gode le luci dei riflettori sullla sua iniziativa. Che lui per primo chiarisce non essere in alcun modo legata alle contestazioni che da mesi i governatori leghisti muovono a Salvini: “Non li abbiamo contattati, la nostra è una iniziativa che nasce dal basso – assicura Pini – per scongelare un simbolo che non c’entra col sovranismo fallimentare di Salvini”.

Del resto lo stesso Attilio Fontana, portavoce dei maldipancia nordisti, chiarisce che “questa iniziativa non c’entra assolutamente niente con il discorso che stiamo portando avanti noi”. I governatori insistono infatti con la necessità di incontrare Salvini e provare a chiarire in quella sede: “L’incontro si terrà, dobbiamo solo far coincidere le agende di diverse persone”, ha spiegato ancora Fontana.

Ma se il confronto con Salvini non dovesse riuscire a correggere la rotta, allora se l’iniziativa di Pini per il congresso dovesse aver successo, si potrebbe decidere di cavalcarla. E forse anche con questo timore la Lega ha risposto con durezza all’iniziativa: “Coloro che hanno rischiato di uccidere la Lega ora si rifanno vivi in cerca di una poltrona”, è la replica di fonti vicine a Matteo Salvini, che esprimono “sorpresa e sconcerto” per l’iniziativa. Rispondendo che “il Nord chiede soluzioni, risposte e concretezza, che il governo sta dando anche grazie alla spinta della Lega e dei suoi cinque ministri lombardi. C’è una Lega che lavora e c’è chi passa il tempo tra polemiche e ricorsi, pensando più al proprio interesse che a quello del territorio”. E poi la frecciata a Pini e ai suoi trascorsi giudiziari: “Chi ha patteggiato per corruzione è disposto anche a farsi interamente carico dei 49 milioni di debiti che la Lega per Salvini Premier ha trovato in eredità e che sta tuttora pagando?”.

Una risposta dura, come nei mesi scorsi non si è registrato rispetto ad altre iniziative della galassia ex leghista. Solo poche settimane fa è nata Area Liberale Federalista, per iniziativa degli ex parlamentari Raffaele Volpi e Jonny Crosio, che si attestano su una posizione atlantista e filo-Ucraina. Da anni ci sono Patto per il Nord di Paolo Grimoldi, e il Partito Popolare del Nord di Roberto Castelli. Stavolta la sfida passa per la Lega Nord, messa nel freezer ormai da anni – insieme ai milioni di debiti – ma che ancora può tornare: “Se ci permettono di fare attività politica, saremo anche in grado di pagare i debiti”, assicura Pini.


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