Stefano De Sando, il vibonese che ha dato una voce italiana a Robert De Niro
Ci sono voci che il cinema consegna alla memoria quanto i volti. Quella di Stefano De Sando appartiene a questa geografia sentimentale. Profonda, ruvida, capace di aderire a Robert De Niro fino a diventare, per il pubblico italiano, una seconda identità dell’attore americano. Nei giorni scorsi quel legame ha oltrepassato per la prima volta il perimetro della finzione e dei film. A “Sabaudia Incontra”, il doppiatore ha prestato la propria voce in occasione del discorso pronunciato da De Niro a New York durante “Rise Up, Sing Out”, traducendo il durissimo intervento del leggendario attore contro Donald Trump.
Il risultato ha prodotto un singolare cortocircuito culturale. Sullo schermo non c’era un personaggio di Scorsese, nessun gangster, nessun uomo consumato dal tempo. C’era De Niro che parlava da cittadino, affidando alla parola pubblica la propria opposizione politica. Ad accompagnarlo c’era come sempre De Sando. Una voce costruita in decenni di cinema diventava parte di un fatto reale, portando con sé il patrimonio emotivo sedimentato nelle sale.
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