A Finale Emilia un maestro dal Giappone costruisce il giardino “Adachi Style”

Dal 19 al 25 agosto 2026, nel vivaio Luca Garden di Finale Emilia, il maestro giardiniere giapponese Hiromi Hoshi ha guidato la realizzazione di una nuova porzione del giardino “Adachi Style”, affiancato da venti giardinieri e appassionati arrivati da Stati Uniti, Svizzera, Giappone e Italia.
Un giardino ispirato al più bello del Giappone
Il progetto prende il nome dal giardino del Museo Adachi, situato a Yasugi, nella prefettura di Shimane. La rivista americana Journal of Japanese Gardening lo colloca al primo posto della sua classifica ogni anno dal 2003, oltre venti edizioni consecutive. È proprio da questa fonte di ispirazione che è nata la visione di Luca Benassi, titolare di Luca Garden, che ha voluto portare quella stessa idea di bellezza nel modenese.
Hiromi Hoshi, tra i più giovani riconosciuti in Giappone dall’Associazione dei maestri di giardino giapponese, ha trasmesso ai partecipanti una tecnica che si tramanda da secoli e una filosofia in cui il giardino è considerato un dipinto vivente. I lavori si sono svolti a porte chiuse.
Un percorso lungo sette anni
La realizzazione appena conclusa è una tappa di un percorso più ampio. Il giardino ha preso vita lo scorso anno e crescerà per sette anni, stagione dopo stagione, fino alla forma compiuta immaginata dal maestro. Il simbolo scelto per il progetto lo racconta in una sola immagine: un Daruma con un occhio solo. Nella tradizione giapponese, il Daruma rappresenta la perseveranza e il cammino verso un obiettivo. Il primo occhio si dipinge nel momento in cui ci si pone una meta, il secondo quando quella meta viene raggiunta. Luca Benassi dipingerà il secondo occhio il giorno in cui il giardino avrà preso la sua forma definitiva.
“Per me questo giardino è la realizzazione di un sogno. Quando ho visto per la prima volta il giardino del Museo Adachi ho capito che volevo portare quella stessa armonia qui, nella mia terra. Vedere il maestro Hoshi al lavoro con venti persone che condividono la stessa passione è il regalo più grande che potessi immaginare. Il nostro simbolo è un Daruma con un occhio solo: l’altro lo dipingerò io, il giorno in cui il giardino sarà finalmente completo”, racconta Benassi.
Le parole del maestro Hoshi
“Ogni volta penso alla stessa cosa: è straordinario vedere quanto interesse susciti la cultura giapponese, e in particolare il giardino giapponese, in persone che arrivano da Paesi diversi. Sono profondamente grato perché, ancora una volta, tanti giardinieri sono venuti ad aiutarmi mettendo a disposizione il loro tempo, le loro mani e la loro passione. Io non sono un grande esperto di giardini giapponesi, sono semplicemente un giardiniere giapponese. A volte insegno ciò che ho imparato nel mio percorso, ma allo stesso tempo imparo moltissimo dalle persone che lavorano insieme a me. Ci rispettiamo nel lavoro, conosciamo le nostre culture, condividiamo la gioia di creare qualcosa insieme e, passo dopo passo, costruiamo un giardino”.
Un progetto che ha valicato i confini
La notizia ha superato in fretta i confini nazionali. Il progetto è stato accolto con interesse all’interno di My Japanese Garden – European Association, il network europeo dedicato ai giardini giapponesi e alla cura degli alberi, coordinato da Edzard Teubert, specialista di paesaggio e di tecniche giapponesi ed europee.
A dare forma a questa parte del giardino, insieme al maestro Hoshi, sono stati Fabio Pappalardo, Federico e Omar con il team di Oltre il Verde (Matteo, Giovanni e Andrea), Nicola Maggi, Samuele Fanchin, Edoardo Coppini, Franco Gomez, Francheska Snyder, Jhonny Radice, Roberto Gambetta, Marco Tarozzo, Alessandro Di Fonzo e Alessandra Cauzo, tra gli altri.
Il giardino “Adachi Style” si inserisce inoltre in un impegno più ampio a favore dei lavoratori del verde. Da agosto 2021 Luca Benassi è presidente del Gruppo giardinieri di Modena e Reggio Emilia di Lapam, attraverso cui stanno nascendo iniziative dedicate a chi lavora nel settore.
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