Crisi Amt, tensione sui tagli: la sindaca Salis convoca i vertici dell’azienda lunedì mattina

Genova. Tutti convocati lunedì mattina. La sindaca Silvia Salis, dopo giorni di allarmi e polemiche sui tagli prospettati da Amt per il debutto dell’orario invernale, ha preso in mano la situazione e ha dato appuntamento ai vertici dell’azienda all’inizio della prossima settimana per una riunione che si preannuncia piuttosto tesa.
Anche perché, stando a quanto trapela dai piani alti di Palazzo Tursi, non sarebbero state gradite le modalità con cui il management di via Montaldo ha comunicato le ipotesi di revisione della rete bus ai sindacati. Ipotesi non del tutto condivise con l’amministrazione comunale e comunque non ancora definitive, come ha precisato il vicesindaco Alessandro Terrile a Genova24.
Chiamati a rapporto tra gli altri il presidente Federico Berruti (che si collegherà da fuori Genova), il direttore generale Nicola Pascale e il direttore operativo Paolo Robbiano. Il vertice, in agenda per due ore, servirà anzitutto a fare il punto sul piano elaborato dall’azienda, ma anche a valutare tutti i possibili ritocchi alla luce delle lamentele già arrivate dai municipi, con motivazioni in parte condivise dalla giunta di Tursi. Del resto, una settimana fa la sindaca stessa aveva chiarito che i tagli, benché inevitabili, avrebbero dovuto essere studiati per non compromettere il servizio, mentre l’impressione prevalente è che la riorganizzazione sia stata fatta in molti casi con l’accetta.
Il piano di tagli, le ipotesi di Amt e le tensioni politiche
Si parte – in base al piano di risanamento – dalla necessità di eliminare 189 turni a partire dai 1.044 dell’orario invernale 2024-2025, un livello che nemmeno un anno fa poteva essere garantito. Da lì, infatti, sono nati gli innumerevoli disservizi che i genovesi (e non solo) sperimentano da mesi: corse saltate, frequenze irregolari, mezzi strapieni. L’obiettivo adesso è riorganizzare tutto in base alle risorse realmente disponibili. Tuttavia, per non ridurre troppo il numero di corse giornaliere, bisognerebbe agire sui percorsi delle linee e accorciarli per quanto possibile, in modo da preservare le frequenze a parità di bus e autisti impiegati.
Così ha preso forma l’ipotesi di revisione della rete annunciata martedì ai sindacati. Tra le misure più contestate ci sono il taglio dell’1 a Principe e del 7 a Sampierdarena, l’eliminazione del 3 e dell’8, la limitazione del 31 a Boccadasse, 39 e 40 circolari alla Nunziata. In parte si tratta di soluzioni che Amt aveva già “in frigo”, essendo connesse allo sviluppo del progetto assi di forza che già in origine imponeva di eliminare le sovrapposizioni, cioè i tratti di strada percorsi da più linee. E in effetti, insieme al taglio dei percorsi da Ponente e Valpolcevera, è previsto un potenziamento del 20, che sarà l’antesignano della futura linea C servita dai nuovi filobus. Ma obbligare a più cambi di mezzo, è la tesi di municipi e comitati, peserà sui cittadini più deboli e allontanerà altri utenti dal trasporto pubblico.
Le tensioni politiche più evidenti hanno origine però fuori città, dove – oltre ai pesanti disagi estivi e non solo – continua la “fronda” dei sindaci contrari ai tagli che investirebbero in particolare il trasporto scolastico e i servizi aggiuntivi non compresi nel contratto (circa 40 turni) oltre a una riduzione generalizzata del 12%. L’ultimo niet è arrivato dalla Valle Scrivia: “Non può essere ancora una volta l’entroterra a pagare il prezzo”. Le frizioni interne al Pd genovese, coi segretari Natale e Tognoni che bacchettavano gli amministratori dell’alta Val Polcevera, hanno portato Giancarlo Campora, primo cittadino di Campomorone, a rinunciare alle deleghe in Città metropolitana. Gesto più che mai indicativo del clima che si respira.
Tursi al lavoro per contenere i disagi, anche trovando nuove risorse
Anche per queste ragioni il Comune di Genova vorrebbe mitigare la stretta, magari trovando nuove risorse da immettere in attesa che Amt esca dallo stato di crisi e torni a respirare grazie alla ricapitalizzazione. Il vicesindaco Alessandro Terrile sta lavorando in questi giorni per capire cosa si possa mettere ancora sul piatto e cosa potrebbero fare gli altri enti finanziatori del trasporto pubblico: Regione e Città metropolitana. Gli spazi di manovra non sono molto agevoli, ma resta ferma l’intenzione di contenere i disagi rispetto alle attuali previsioni.
Nel frattempo, oltre alla riunione di lunedì mattina coi vertici di Amt, per la prossima settimana è in programma un giro completo di incontri con tutti gli attori coinvolti: i nove Municipi genovesi, i Comuni dell’entroterra, le associazioni dei consumatori, i tassisti, i sindacati e i commercianti. Il centrodestra ha chiesto una commissione urgente prima di ripartire coi lavori del Consiglio.
Il piano, insomma, non sarà pronto prima della seconda settimana di settembre, tenendo conto che l’orario invernale entrerà in vigore il 14 con la riapertura delle scuole. E potrebbe essere comunque provvisorio, visto che entro fine anno – facendo gli scongiuri – Amt dovrebbe aver intrapreso la strada del risanamento.




