Liguria

Al Mei il progetto “Doppio sguardo”, la storia di Spartaco Scarpellini tra Italia e America


Genova. Una vita divisa tra due continenti, raccontata attraverso un centinaio di pellicole in 8mm girate tra gli Stati Uniti e l’Italia. È la storia di Spartaco Scarpellini, protagonista di “Doppio sguardo. Il mondo di Spartaco Scarpellini filmato tra l’Italia e l’America”, il nuovo progetto video che sarà presentato giovedì 3 settembre alle ore 18 al MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, in Piazza della Commenda a Genova. Ingresso libero.

L’incontro, ospitato nella sala conferenze del Museo, sarà seguito dall’inaugurazione al piano terra dell’installazione video curata dalla Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, prodotta con Kiné e realizzata appositamente per il MEI. Il video, della durata di circa 30 minuti, sarà proiettato in loop e resterà visitabile negli orari di apertura del Museo fino al 31 ottobre. Info www.museomei.it

Nato a Boston nel 1919 da una famiglia di anarchici romagnoli, Spartaco Scarpellini comincia nel Dopoguerra a filmare la propria vita con una cinepresa 8mm. Ne nasce un vero e proprio diario per immagini, composto da circa un centinaio di pellicole, capace di restituire il racconto personale e insieme universale di una vita sospesa tra due mondi.

Negli Stati Uniti Scarpellini costruisce la propria carriera al Joseph’s Restaurant di Boston, uno dei locali più rinomati della capitale del Massachusetts, frequentato anche dalla famiglia Kennedy, da attori e sportivi. In Italia torna invece più volte a Bellaria, dove i genitori e i fratelli si erano trasferiti nel 1926.

La sua cinepresa registra viaggi, ritorni, persone e paesaggi, costruendo quel “doppio sguardo” che dà il titolo al progetto: quello di chi appartiene contemporaneamente a luoghi diversi e osserva ciascuno attraverso la memoria dell’altro. Le spiagge di Cape Cod finiscono così per ricordare quelle della Riviera romagnola e viceversa, in un continuo sovrapporsi di immagini, ricordi e identità.

Nei film di Scarpellini emerge anche il desiderio di portare con sé in Italia frammenti della vita americana, come un’automobile di lusso, e quello di costruire nuovi progetti familiari, tra cui l’apertura dell’American Hotel. Si stabilirà infine definitivamente in Italia, dove morirà nel 1998, circondato dai nipoti ai quali era profondamente legato.

Una vicenda individuale che diventa così una storia emblematica di emigrazione, ritorni e appartenenza, raccontata attraverso le immagini dello stesso protagonista e le testimonianze di chi ancora oggi ricorda con affetto quello “zio d’America”.

“Quella di Spartaco Scarpellini è esattamente una delle storie che il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana vuole custodire e restituire – dichiara Paolo Masini, presidente della Fondazione MEI –. Non è soltanto il racconto di un uomo diviso tra Italia e America, ma uno straordinario documento privato che diventa memoria collettiva. Attraverso il suo sguardo vediamo cosa significava partire, tornare, sentirsi legati a due mondi e costruire la propria identità tra luoghi lontani. Il valore di queste immagini sta proprio nella loro autenticità: piccoli frammenti di vita familiare che oggi ci permettono di leggere una pagina della grande storia dell’emigrazione italiana”.

“L’augurio è che questo progetto sia il primo del filone che la Fondazione Home Movies ha aperto con il MEI e gli altri partner – dice Paolo Simoni, Direttore della Fondazione Home Movies. – Attraverso un approfondito lavoro d’archivio, che va dal restauro alla catalogazione, le pellicole amatoriali – ricontestualizzate e montate in un’installazione come Doppio Sguardo – possono infatti trasformarsi in un potente strumento di narrazione. La microstoria ci ha insegnato che indagare il dettaglio, guardare con la lente il particolare, può farci comprendere sotto una nuova luce il passato e quindi anche il nostro presente. Scoprire le storie di chi è diviso tra un mondo e l’altro è quello che ci proponiamo di fare con le immagini di Spartaco Scarpellini e quelle degli altri cineamatori emigrati presenti nell’Archivio Nazionale del Film di Famiglia”.

L’archivio filmico di Spartaco Scarpellini è stato restaurato e digitalizzato dalla Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, con il contributo della Regione Emilia-Romagna – Emilia-Romagna Film Commission e del Ministero della Cultura – DGCA, in collaborazione con il MEI – Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana.

Il progetto è finanziato dal Ministero della Cultura – DGCA come progetto speciale e rientra nelle attività della Regione Emilia-Romagna – Film Commission per il 2026.

All’incontro del 3 settembre interverranno Paolo Masini, presidente della Fondazione MEI; Paolo Simoni, direttore della Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia; Matteo Daffadà, presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo; Filippo Giorgetti, sindaco di Bellaria Igea Marina. È inoltre previsto un video intervento di Maria Chiara Prodi, Segretaria Generale del CGIE.

Il progetto vede il coinvolgimento di Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Ministero della Cultura – DGCA, Regione Emilia-Romagna, Emilia-Romagna Film Commission, Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, Comune di Bellaria Igea Marina, Sguardi in Camera e Kiné.




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