Carcere e 3 milioni di multa al migrante-scafista anche se non è un trafficante
Quattro anni e due mesi di carcere e tre milioni di euro di multa al migrante-scafista, addetto alla riparazione dei motoriin caso di guasto, come prestazione di scambio per pagarsi il viaggio, anche se estraneo all’accordo del sodalizio finalizzato al traffico di migranti.
La Cassazione conferma la condanna alla detenzione unita a una maxi sanzione per concorso nell’immigrazione clandestina. I giudici di legittimità, basandosi sulle testimonianze di più migranti, che avevano indicato il ricorrente come il soggetto incaricato di intervenire sul motore dell’imbarcazione in occasione dei guasti che si erano verificati durante la traversata, affermano la responsabilità nel reato, a causa del vantaggio indiretto che il “meccanico” aveva tratto dalla sua prestazione: il viaggio senza pagare il biglietto.
Il ruolo di meccanico in cambio del viaggio gratis
Un vantaggio decisamente annullato dalla multa stellare che gli viene inflitta, in base alla norma che prevede il pagamento di 15mila euro per ogni migrante che entra clandestinamente, anche grazie alla collaborazione di chi si presta, pur estraneo all’organizzazione del traffico, a favorire l’ingresso illegale degli stranieri.
A deporre a sfavore dell’imputato anche la lingua e l’identità araba, al pari dei conducenti dell’imbarcazione, e il fatto incontestato di essere intervenuto due o tre volte durante il viaggio per ripristinare il motore. Un ruolo fondamentale per il buon esisto della traversata, in virtù del quale l’imputato godeva di una libertà di movimento che gli altri migranti non avevano, spostandosi tra la sala motori e la cabina di pilotaggio.
La figura del migrante scafista non trafficante
Per la Cassazione non c’è contraddizione tra l’esclusione dell’aggravante del fine di profitto affermata già dal primo e il favoreggiamento, perché il ricorrente si era prestato a ricoprire il ruolo che gli era stato assegnato dall’organizzazione per raggiungere le coste italiane, quale corrispettivo indiretto per il suo intervento.
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