raccolta fondi per pagare le sanzioni
SENIGALLIA – Sale a 5 il totale delle contestazioni nell’ambito dei controlli sul servizio di salvataggio da parte dell’Ufficio locale marittimo. Se infatti le ultime 4 multe riguardano esclusivamente l’uso dello smartphone in torretta, il quinto verbale elevato a una bagnina per essersi allontanata per andare in bagno, risale a diverse settimane fa. A fare il punto è il comandante Salvatore Valente, che conferma il bilancio complessivo dell’attività di verifica.
La spiegazione
«I bagnini e i datori di lavoro sono stati ampiamente informati del divieto sull’uso dello smartphone e, dopo una lunga attività preventiva, alla fine è arrivata l’attività repressiva che ha portato a 4 verbali per l’utilizzo del telefono, vietato come riporta l’ordinanza, e una quinta sanzione, precedente elevata per l’assenza in torretta. È da premettere che questo Comando ha la massima stima del lavoro svolto dagli assistenti bagnanti come categoria». Nessun accanimento, dunque. La linea rigorosa si inserisce nel quadro dell’ordinanza balneare di quest’anno, in cui il divieto di utilizzo del cellulare è stato esplicitamente inserito a seguito delle continue segnalazioni inviate dai cittadini. Anche nella giornata di ieri, inoltre, sono giunte nuove rimostranze da parte dei bagnanti per presunte distrazioni.
Dal canto loro, i giovani lavoratori respingono l’immagine di una categoria disattenta e chiedono di poter raccontare la propria versione dei fatti.
Sugli episodi del weekend precisano di aver utilizzato il cellulare solo in vivavoce e senza mai staccare lo sguardo dal mare, garantendo la piena capacità d’intervento. Sull’allontanamento temporaneo, avvenuto settimane fa per esigenze fisiologiche, ribadiscono di aver seguito i protocolli, avvisando via radio le torrette limitrofe e disponendo il cambio delle bandiere.
La Capitaneria, tuttavia, al momento del controllo ha potuto solo riscontrare l’assenza della bagnina, e insiste nel ricordare che la postazione non può mai rimanere scoperta. Ciascun verbale ammonta a 1.032 euro. Per questo quattro di loro, come gruppo “Assistenti Bagnanti Senigallia”, hanno lanciato una raccolta fondi su GoFundMe.com intitolata “La voce per difendere il ruolo degli assistenti bagnanti”. «Non chiediamo favori né l’elemosina – spiegano nell’appello -, ma un aiuto per difendere la nostra professionalità e la buona fede con cui vigiliamo ogni giorno sul mare». Un tema caldo su cui la Capitaneria di Porto non transige: dopo numerosi ammonimenti è scattata la linea dura, poiché il tempismo nel salvataggio è fondamentale e non sono ammesse distrazioni.



