più tecnologia e meno tempo nel traffico
Non una semplice lista di intenti, ma la traccia operativa per riscrivere il volto del trasporto pubblico non di linea da qui al prossimo decennio.
È questa la filosofia alla base del report “Roma Taxi 2030”, il documento programmatico illustrato dall’assessore capitolino alla Mobilità Sostenibile, Eugenio Patanè, al termine di una serie di tavoli tecnici con le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria.
«Il report è il risultato di un metodo, prima ancora che di un contenuto», ha sottolineato l’assessore, evidenziando come i confronti degli ultimi mesi si siano concentrati su tre pilastri cardine: l’ampliamento delle corsie riservate con l’eliminazione dei black point della viabilità, la digitalizzazione della flotta e il potenziamento delle coincidenze intermodali. «Non si è trattato di un ascolto di cortesia: le proposte arrivate sono state sottoposte a valutazione tecnica e molte troveranno spazio nella fase attuativa».
Tecnologia e velocità commerciale: la ricetta del Campidoglio
Secondo l’analisi dell’amministrazione capitolina, il rilancio del servizio passa da due binari paralleli. Da un lato l’innovazione tecnologica, sostenuta da oltre due milioni di euro di investimenti destinati al restyling del sistema Taxiweb e della piattaforma Chiama Taxi 060609. Dall’altro, il miglioramento delle condizioni di circolazione su strada.
Velocità commerciale: Interventi mirati per ridurre i tempi morti trascorsi nel traffico urbano e ottimizzare gli stalli di sosta nei punti nevralgici, specie in occasione dei grandi eventi cittadini.
Accessibilità e mobilità universale: Nel solo primo semestre del 2026 sono state registrate quasi 146mila corse dedicate ai passeggeri con disabilità, un dato sostenuto dall’entrata in funzione delle nuove licenze prioritarie introdotte dalla Giunta Gualtieri.
Il dialogo con le categorie
Nel fare il punto della trattativa, Patanè ha voluto marcare una linea di demarcazione politica all’interno del settore: «Esiste una parte della categoria che dialoga, che ha a cuore la qualità del servizio e che si assume la responsabilità di proporre. È con quella parte che vogliamo continuare a interloquire, perché è l’unico modo per ottenere risultati vantaggiosi sia per gli utenti sia per i lavoratori».
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