Umbria

La Giostra della Quintana si prepara al gran finale dell’Ottantennale


La città di Foligno si appresta a vivere il suo momento più atteso dell’anno con la Giostra della Rivincita, l’evento che segnerà il gran finale delle celebrazioni per l’Ottantennale della Quintana. Il programma della sfida settembrina è stato svelato a Palazzo Donini, alla presenza delle massime cariche istituzionali regionali e comunali, in un clima di forte orgoglio e partecipazione.

L’edizione del 2026 non è solo una sfida tra i dieci rioni, ma rappresenta un traguardo storico: per la prima volta, la Quintana è stata ufficialmente riconosciuta come “bene costitutivo del patrimonio culturale immateriale dell’Umbria” all’interno della nuova legge regionale sulla cultura e le imprese culturali e creative.

Il riconoscimento ottenuto riveste un grande valore non solo per la città, ma per l’intera regione. “La Quintana è un patrimonio comune dell’Umbria”, ha dichiarato con enfasi la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. “Il riconoscimento nella legge regionale nasce da un percorso di grande partecipazione che ha coinvolto oltre 350 soggetti del mondo della cultura. È una manifestazione che appartiene a Foligno ma rappresenta l’intera Umbria”.

La presidente ha voluto sottolineare il profondo valore sociale della manifestazione, che va ben oltre la rievocazione storica. “La Quintana costruisce comunità, partecipazione e responsabilità. È questa energia, nata anche dalla capacità di Foligno di rialzarsi dalle macerie della guerra nel 1946, che continua ancora oggi a unire la città”, ha aggiunto Proietti, esprimendo apprezzamento anche per le scelte etiche legate al benessere animale, come la decisione di non consentire più l’utilizzo della frusta nel Campo de li Giochi.

Il vicepresidente e assessore alla Cultura, Tommaso Bori, ha ripercorso il lungo cammino che ha portato a questo traguardo normativo. “Per gli 80 anni avevamo assunto un impegno: inserire per la prima volta la Quintana in un testo di legge regionale. Non è soltanto una questione di finanziamenti, ma soprattutto di riconoscimento: essere in una legge significa far parte di un patrimonio comune”. Bori ha inoltre messo in luce il prestigio del Palio della Rivincita, realizzato per l’occasione dal maestro Mimmo Paladino, e il potente messaggio di pace che l’opera d’arte intende veicolare.

“A questa festa ormai partecipa l’Umbria intera”, ha ribadito il presidente dell’Ente Autonomo Giostra della Quintana, Domenico Metelli, che ha voluto ringraziare la Regione per il sostegno e ricordare l’impegno silenzioso ma fondamentale delle centinaia di persone, in particolare dei giovani, che durante tutto l’anno tengono viva la vita nei rioni.

L’edizione della Rivincita si distingue anche per una spinta verso l’inclusività e l’accessibilità. Tra le novità di quest’anno, spiccano l’interpretariato nella lingua dei segni al Campo de li Giochi e la sottotitolazione delle dirette del Corteo e della Giostra, a cui si aggiungono i pannelli in Braille già presenti nel Museo della Quintana.

La manifestazione continua a conquistare anche il pubblico internazionale: il 23 per cento del valore delle vendite online dei biglietti proviene dall’estero, a testimonianza di un richiamo che varca i confini nazionali. Lo speciale andato in onda su Rai 3 lo scorso 20 giugno ha già catturato l’attenzione di oltre 380 mila spettatori, mentre una nuova campagna televisiva nazionale sulle reti Rai è prevista dal 6 al 12 settembre.

Il programma della settimana folignate sarà intenso e ricco di appuntamenti: prove ufficiali, la tradizionale Fiera dei Soprastanti, la suggestiva Notte Barocca, il premio “12 giornali sotto braccio” e il concerto della Banda musicale della Guardia di Finanza. L’apice delle celebrazioni sarà raggiunto sabato 12 settembre con il maestoso Corteo delle rappresentanze rionali.

Il gran finale è fissato per domenica 13 settembre: a partire dalle ore 15, i dieci Rioni si daranno battaglia al Campo de li Giochi per contendersi l’ambito Palio della Giostra della Rivincita, un’opera firmata da Mimmo Paladino che resterà a ricordare l’ottantesimo anniversario di una delle tradizioni più amate e sentite d’Italia.
 


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