RockOn, omaggio a Ronnie James a Martirano Lombardo
Per gli appassionati di rock e metal torna a Martirano Lombardo, per il diciannovesimo anno consecutivo, RockOn; per il 2026 l’omaggio a Ronnie James con due live
Sono ben diciannove anni che una sera di Agosto i riflettori vengono puntati sul un palco ormai diventato ritrovo dei tanti appassionati di musica rock e metal.
Il nome del festival è RockOn e la location è Martirano Lombardo in provincia di Catanzaro. Stasera la serata della diciannovesima edizione che vedrà l’esclusiva nazionale ‘Sacred Heart – A Night Divine In The Name Of Dio’ con Carl Sentance, Persian Risk e Nazareth, e Rowan Robertson, lanciato ancora minorenne da Ronnie James Dio.
I due superospiti, protagonisti dei due set live, saranno accompagnati da: Emiliano Tessitore, chitarra, Francesco Caporaletti, basso e Alessio Palizzi, batteria.
In apertura, il primo G3 Calabria targato RockOn, con tre chitarristi calabresi: Matteo Procopio, Jo Di Nardo e Michelangelo De Gregorio. Insieme a loro la sezione ritmica composta da Giuseppe Andricciola, basso e Giuseppe Torchia, batteria, e infine Dr. X alla voce per la jam finale. L’evento sarò a ingresso gratuito.
Abbiamo incontrato Vittorio Lanzo, presidente RockOn Martirano Lombardo, per un approfondimento sul doppio live di stasera.
Ci spieghi di come un piccolo borgo, di meno di mille abitanti, nel cuore della Calabria ospita un evento rock/metal di livello internazionale da ben diciannove edizioni? E della sua evoluzione negli anni.
«Martirano Lombardo non è un borgo, ma è un non-borgo, proprio così denominato. È molto importante precisarlo perché di finanziamenti inerente i borghi non hanno mai riguardato Martirano, di conseguenza tutto diventa più difficile. Noi riusciamo in questa impresa grazie all’impegno di tante persone che hanno ben saldo l’obiettivo di proporre musica di qualità. Per ascoltare un certo tipo di musica, un certo tipo di rock, bisogna venire al RockOn sostanzialmente».
Negli anni questa idea sui generis si è attecchita con un ottimo riscontro. Di grandi artisti sul vostro palco ne solo passati tanti, da Carl Palmer a Steve Lukather fino a Paul Gilbert. Qual è stata l’edizione che ha significato più per voi?
«Come hai ben detto, di artisti in questi anni ne abbiamo ospitati diversi e quelli menzionati sono sicuramente tra i più importanti, assieme a Steve Vai, Robben Ford. L’edizione che possiamo considerare uno spartiacque penso sia quella del 2011, con il live di Steve Lukather, il leader dei Toto. Sicuramente l’edizione più partecipata».
Il pubblico che partecipa al festival da dove proviene?
«Ogni anno, accogliamo gente non solo da tutte le province calabresi, ma anche dal sud Italia. Negli anni, abbiamo avuto visitatori anche dall’Inghilterra, dalla Germania, mentre nel 2018 arrivarono dalla Spagna per la nostra Drums Night con Carl Palmer e Vinny Appice dei Black Sabbath perché gli unici a proporre un bill simile e per di più gratuito».
Ma RockOn non è solo live. Nei diversi anni sono state programmate diverse masterclass. Che si prova a vedere spiegate tecniche e aneddoti direttamente dai maestri?
«La cosa che ci rende molto orgogliosi delle nostre masterclass è che sono svolte da musicisti che nella loro carriera hanno inventato uno stile, come Steve Vai ad esempio. Per chi partecipa penso sia davvero incredibile ascoltare gli aneddoti dietro la genesi di certe cose direttamente da chi le ha inventate. A tal proposito, nell’ultimo anno abbiamo anche avviato un progetto per portare nelle scuole, con il nostro responsabile della comunicazione Francesco Sacco, ‘La storia della pop music’».
Raccontaci qualcosa in più di questa edizione 2026.
«Dopo la Power Metal Night dello scorso anno con Kiko Loureiro di Angra e Megadeth e Andy Martongelli, volevamo proseguire sulla stradadel metal, quindi, quando si è presentata l’opportunità di far venire due personaggi del calibro di Carl Sentance e Rowan Robertson,non ce la siamo fatta sfuggire. E proprio la presenza di quest’ultimo, lanciatonon ancora maggiorenne da una leggenda come Ronnie James Dio, unita alla passione di Sentance per lo storico frontman di Rainbow, Black Sabbath e gli stessi Dio, ci ha spinti a proporre questa sorta di omaggio dopo il set del cantante dei Nazareth, perché, è bene ricordarlo, i live saranno due. Tra l’altro, saremo gli unici a proporre questo tipo di set non solo in Italia ma in tutto il mondo, di conseguenza penso sia un modo unico di ricordare una delle più grandi voci della storia del rock».
Source link



