Sicilia

«La morte di Anna Rosa si poteva evitare. Basta bugie sui vaccini». Burioni all’attacco: «È un pericolo che non possiamo ignorare»

«La bambina morta di difterite non è solo una tragedia evitabile: è un campanello d’allarme che ci segnala un pericolo gravissimo che sarebbe folle ignorare. Chi racconta bugie sui vaccini e chi non vaccina i figli ci ha portato in una situazione pericolosissima, alla quale bisogna mettere immediatamente riparo. I novax minimizzano: si è trattato di un caso di malasanità (non è vero), i genitori devono potere scegliere, e via dicendo. In realtà chi non vaccina i figli e quelli che diffondono bugie pericolosissime sulle vaccinazioni ci hanno portato in una situazione di pericolo gravissimo. Ignorarlo e continuare con le bugie sarebbe folle». Lo scrive su Substack Roberto Burioni, medico e docente di Virologia e Microbiologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

E il caso di Anna Rosa Bartolotta continua a far parlare medici e scienziati. Soltanto questa mattina era intervenuto Matteo Bassetti,  infettivologo e direttore del reparto di Malattie infettive presso il Policlinico San Martino di Genova,  che in un post chiedeva di rinviare l’apertura delle scuole elementari in Sicilia: «Credo che, alla luce della situazione delle coperture vaccinali in Sicilia, sarebbe ragionevole valutare un breve rinvio dell’inizio delle lezioni, almeno nelle scuole primarie, per consentire alle autorità sanitarie di verificare puntualmente lo stato vaccinale degli iscritti e, dove necessario, completare i percorsi di recupero – scrive l’infettivologo -. Non si tratta di una posizione contrò qualcuno, ma di una questione di sanità pubblica e prevenzione. La vaccinazione contro la difterite è obbligatoria in Italia e il ministero della Salute indica proprio l’ingresso nella scuola primaria come momento importante per il richiamo contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite. Per questo sarebbe importante verificare persona per persona la reale somministrazione dei vaccini previsti, non limitandosi a dati aggregati o autocertificazioni, e attivare rapidamente i recuperi necessari».


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