I negozianti di New York contro i supermercati a prezzi calmierati voluti da Mamdani: “È concorrenza sleale, non possiamo offrire prodotti scontati al 30%”
Le promesse contro il caro-vita hanno spinto la sua campagna elettorale, e sono state cruciali per convincere i cittadini newyorchesi a votarlo. Ma ora lo hanno portato allo scontro con i negozianti locali, che accusano la sua proposta di “concorrenza sleale”. Il progetto di Zohran Mamdani al centro delle polemiche è quello che riguarda l’apertura di supermercati comunali a prezzi calmierati, un’iniziativa pensata per contrastare l’inflazione e rispondere alle esigenze di affordability dei cittadini. La Multicultural Business Coalition, associazione di piccoli imprenditori, ha fatto causa ben due volte al primo cittadino, ritenendo che la sua proposta generi “discriminazione” ed “esclusione”. Infatti, spiegano, essendo “in maggioranza immigrati e appartenenti a minoranze” non possono “offrire prodotti scontati allo stesso modo dei supermercati gestiti dal municipio”, con la conseguenza di rimanere esclusi dal meccanismo di protezione garantito a questi negozi. I piccoli commercianti, infatti, non possono competere con lo sconto del 30% rispetto al prezzo di mercato, annunciato dal presidente della Greater New York Chamber of Commerce Mark Jaffe, che rappresenta comunque un livello raggiunto nemmeno dalla grande distribuzione, per questo sempre tenuta fuori da New York. “Stiamo parlando di una reazione alla crisi dei prezzi che ha visto i prezzi dei beni alimentari aumentare del 30% negli ultimi anni per realizzare cinque supermercati municipali in una città di 8,5 milioni di abitanti che ha oltre un migliaio di negozi alimentari”, ha affermato il sindaco, difendendo il progetto che dovrebbe aiutare a stabilizzare i prezzi in tutta la città e ha rappresentato un nodo importante per la sua vittoria elettorale.
Le promesse di Mamdani
La protesta dei commercianti non è però la prima battuta d’arresto per Mamdani che, una volta sindaco, ha dovuto fare i conti con la fattibilità delle sue proposte. A partire da uno dei punti più identitari della campagna elettorale, “tax the rich“: il sindaco aveva promesso un aumento del 2% delle tasse sui newyorkesi che guadagnano più di un milione di dollari per finanziare le misure del suo programma, ma la governatrice dello Stato di New York Kathy Hochul si è opposta temendo la fuga di capitali e contribuenti da New York. La misura si è quindi trasformata nella tassa sui pied-à-terre, l’imposta sulle seconde case con valore pari o superiore a 5 milioni di dollari che dovrebbe portare alle casse della città circa 500 milioni all’anno. Il Comune di New York ha pubblicato a luglio la lista di circa 960mila immobili potenzialmente interessati e dei loro proprietari, tra i quali non sono mancate proteste e contestazioni. Una vittoria a metà, quindi, nonostante un sondaggio Reuters/Ipsos abbia rilevato che il 62% degli americani è favorevole ad aumentare le tasse su grandi aziende e miliardari. Obiettivo parzialmente raggiunto anche sugli autobus gratuiti. Servono 800 milioni di dollari e a intralciare ulteriormente il percorso è la burocrazia: servono infatti l’approvazione dello Stato e il supporto dell’MTA, la società di trasporto pubblico newyorkese. In più, l’aumento dei prezzi voluto dal precedente sindaco, Eric Adams, è divenuto effettivo a pochi giorni dall’inizio del mandato di Mamdani, portando con sé delusione e scontento.
Sul fronte degli aiuti strutturali alle famiglie, invece, il childcare for all, con cui il sindaco e Hochul hanno annunciato l’avvio di un piano che prevede asili nido e scuola materna gratis per tutti i bambini newyorkesi, muove i primi passi. Sono già stati istituiti un centro pilota per i figli dei dipendenti comunali, l’assistenza all’infanzia gratuita per 2mila bambini fino ai due anni residenti nei quartieri popolari e la Parents’ night out, che offre ai genitori qualche ora di riposo mentre i figli sono ospitati gratuitamente in centri ricreativi. L’obiettivo è raggiungere la copertura totale entro fine mandato, ma la fase pilota rappresenta già una vittoria politica per il sindaco socialista. Sul fronte degli affitti calmierati, Mamdani è per ora riuscito a mettere in salvo il blocco biennale dei canoni per circa un milione di appartamenti in città, congelandoli come promesso.
Socialismo o consenso bipartisan?
In generale, le battaglie socialiste come quelle portate avanti da Mamdani si stanno rivelando più “bipartisan” del previsto, ottenendo il consenso anche di una parte dell’elettorato repubblicano: per citare alcuni esempi, secondo il Pew Research Center il 69% degli americani e il 59% degli elettori repubblicani è favorevole a introdurre congedi familiari retribuiti obbligatori per le aziende, mentre una rilevazione di Morning Consult ha rivelato che tre americani (e tre repubblicani) su quattro sarebbero favorevoli a portare il salario minimo a 15 dollari l’ora. La divisione maggiore resta sulla sanità universale, con solo il 49% dei repubblicani che sostengono il Medicare for All a fronte del 65% degli elettori, mentre l’opinione converge sui data center per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, priorità dell’amministrazione Trump osteggiata dal 63% dei suoi stessi elettori e dal 70% degli americani.
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