Odio razziale e propaganda fascista. Cinque minorenni indagati in provincia di Arezzo
Cinque persone, tutte minorenni, sono indagate per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
Si è conclusa nelle ultime ore, al termine di un’attività investigativa approfondita e durata oltre un anno, l’indagine condotta dalla Polizia di Stato, in particolare dalla Digos di Arezzo guidata dal dirigente Marco Nottebella, sotto il coordinamento della procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Firenze, rappresentata dalla dottoressa Roberta Pieri. L’inchiesta ha riguardato un gruppo composto da alcuni giovani riconducibili ad ambienti dell’estrema destra, attivi nella provincia di Arezzo, nei cui confronti è stato emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari.
I fatti del marzo 2025
L’attività investigativa ha preso avvio dal monitoraggio di piattaforme social e canali di messaggistica istantanea, dove erano stati individuati contenuti inneggianti all’ideologia nazifascista, messaggi discriminatori e materiale propagandistico riconducibile a gruppi di estrema destra. Tra gli episodi oggetto di approfondimento, le scritte comparse in Valdarno a marzo 2025: “White Power”, “Italia agli italiani”, “Nuova Italia” e “Antiantifa”. Realizzate con spray nero, erano comparse a San Giovanni Valdarno, nel parcheggio Dalla Chiesa. La firma era quella del gruppo giovanile “Nuova Italia”, come rivendicato sul muro dell’area di sosta. I presunti responsabili si erano anche scattati alcune foto assieme alle loro “opere” e le immagini erano state rintracciate sui social, postate in un canale Telegram del movimento.

Il gruppo “Nuova Italia”
Il lavoro svolto dalla Digos di Arezzo ha permesso di ricostruire le modalità di reclutamento, organizzazione e coordinamento del gruppo, nonché la produzione e la diffusione di adesivi e altro materiale di propaganda. Gli accertamenti effettuati sui dispositivi sequestrati agli indagati, a seguito di una prima serie di perquisizioni realizzate nel luglio 2025 e di ulteriori due operazioni condotte nel febbraio di quest’anno, hanno consentito di ottenere un ampio archivio di conversazioni, fotografie, video e altri contenuti digitali. Tale materiale ha permesso di delineare con precisione i diversi ruoli ricoperti dai membri del gruppo.
Il gruppo si autodefinisce “Movimento Giovanile di Terza Posizione” (Terza Posizione è un movimento neofascista eversivo fondato a Roma nel ’78). E questo è quello che c’è scritto nella presentazione del canale: “Lottiamo per rendere la nostra Patria un Paese più sicuro, lottiamo per cacciare gli immigrati irregolari dal nostro bel paese, lottiamo contro la sinistra che ostacola le nostre mosse con il politicamente corretto”.
Il gruppo sarebbe nato il 16 febbraio 2024 e attivo in più parti d’Italia. Oltre a quelle del Valdarno aretino, si riscontrano adesioni anche a Venezia, Treviso, Cosenza.
Fine indagini
Al termine delle indagini, la procura ha contestato a cinque indagati, tutti minorenni, i reati previsti dall’articolo 604 bis del codice penale, commi 1 e 2. Gli approfondimenti investigativi hanno inoltre permesso di accertare collegamenti tra alcuni soggetti del Valdarno e ambienti estremisti attivi a livello nazionale, evidenziando l’efficacia della costante attività di monitoraggio svolta dalla Polizia di Stato, sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria, nei confronti dei fenomeni di radicalizzazione, propaganda d’odio e apologia di ideologie eversive.
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