Basilicata

Confermato l’arresto per l’omicidio di Tito

Confermato l’arresto per l’omicidio di Tito: Il giovane che ha ucciso la madre resta detenuto nel reparto psichiatrico a Bari. Lutto cittadino a Vaglio di Basilicata.


Il Gip di Potenza ha convalidato il fermo di Giampiero Santamaria, così come la misura cautelare detentiva nel reparto psichiatrico del Policlinico di Bari, gestito dal carcere. La conferma arriva da Antonio Di Lena, avvocato difensore del 31enne reo confesso, che ha aggredito e ucciso la madre, Maria Vittoria Carbone, giovedì scorso, al termine di una lite a Tito. «La Procura della Repubblica ha fatto la richiesta, alla quale mi sono associato, di nominare un perito per verificare la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti», ha aggiunto il legale.

Il 31enne era in cura presso il Centro di salute mentale di Potenza e, fino a quella tragica notte, pare non avesse mai mostrato segnali di violenza. Dando per altamente probabile il riconoscimento dell’infermità, adesso potrebbe esserci un decreto di giudizio immediato dinanzi alla Corte d’Assise di Potenza.  «Verrà comunque applicata una misura di sicurezza, poi vedremo quale, presumibilmente, sarà detentiva presso una struttura specializzata», ha spiegato ancora Di Lena.

OMICIDIO TITO, DALL’ARRESTO AL NODO DELLA TERAPIA SALTATA E L’INTERVENTO DEL GARANTE

Santamaria è sotto trattamento farmacologico ed ha continuato ancora a cercare la madre. Intanto, fa discutere la notizia su quanto dichiarato dal 31enne durante l’interrogatorio, circa un’iniezione che avrebbe dovuto fare ogni 28 giorni, che sarebbero scaduti lo scorso 13 agosto. Tuttavia, sempre in base a quanto dichiarato dal giovane agli inquirenti, quel giorno l’ha saltata poiché nessuno lo avrebbe accompagnato. Il 31enne non ha la patente e, per andare a Potenza, necessitava di qualcuno che lo aiutasse a raggiungere il capoluogo.

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Ad ogni modo, ammesso che quanto raccontato dal giovane corrisponda alla verità, al momento sembrano non sussistere obblighi giuridici di questo tipo a carico di familiari o curatori. Anche perché, almeno formalmente, Santamaria non aveva limitazioni particolari.

«Durante l’interrogatorio ha precisato che avrebbe dovuto fare la puntura il 13 di agosto ed ha aggiunto che nessuno ce l’ha accompagnato, senza fare altri riferimenti. A Bari è stato sottoposto ai trattamenti farmacologici del caso e, adesso, inizia a stabilizzarsi». Sul punto, Marika Padula, Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, ha reso nota l’intenzione di chiedere chiarimenti circa «il percorso assistenziale» e «sulle procedure previste in caso di eventuale interruzione».

L’ESITO DELL’AUTOPSIA, LA RICOSTRUZIONE DELL’OMICIDIO DI TITO E L’ARRESTO

Ieri, 24 agosto 2026, è stata anche effettuata l’autopsia sulla salma di Maria Vittoria Carbone, quindi l’autorità giudiziaria ha poi concesso il nulla osta per i funerali e la sepoltura. Ora occorrerà attendere l’esito dell’esame autoptico, anche se fin dalle prime battute delle indagini è apparsa chiara la dinamica della tragedia. Una storia complessa, nella quale si innescano una situazione sia familiare che socio  sanitaria particolarmente complicate. Dopo il divorzio, il padre del giovane, Vito, collaboratore scolastico, si è rifatto una vita e ha una figlia avuta dalla compagna. Vive a poche decine di metri dalla casa del figlio, che si era rivolto a lui subito dopo aver aggredito la madre. Ma i soccorritori, giunti sul posto, hanno provato inutilmente a rianimare la donna. A scatenare la lite, pare sia stato un diniego all’uso del telefonino.

IL CORDOGLIO DELLA COMUNITÀ E IL LUTTO CITTADINO A VAGLIO

Una vicenda drammatica, che ha segnato profondamente la comunità di Tito e Vaglio di Basilicata e ha suscitato una serie di reazioni a catena, circa la necessità di non abbandonare persone con queste fragilità. La vittima viveva a Vaglio da sola, in una abitazione vicina alla madre e  al fratello. Francesco Santopietro, sindaco di Vaglio di Basilicata, ha confermato che la donna era seguita dai servizi sociali poiché viveva «una situazione difficile» e che era stata coinvolta in diversi progetti di inclusione. Il primo cittadino l’ha descritta come «una persona semplice e bravissima, sempre pronta a partecipare a eventi pubblici» come nel caso della realizzazione di piccoli cortometraggi sul paese. Il sindaco ha annunciato il lutto cittadino per il giorno del funerale, che potrebbe essere celebrato domani.


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