La Calabria tra storia e turismo, le vestigia del Castello di Rocca Imperiale
Il Castello Svevo di Rocca Imperiale venne fondato per volontà di Federico II, memorabile la resistenza all’assalto dei pirati saraceni nel XVII secolo
COSENZA – Sul litorale jonico cosentino si trova uno dei luoghi più iconici della Calabria. Il fascino senza tempo del Castello svevo di Rocca Imperiale si è ormai materializzato in una meta turistica imperdibile nella regione. L’antico maniero sovrasta l’affascinante borgo che, per conformazione e struttura, appare come un perenne paesaggio da presepe natalizio. Non solo bellezza e panorama mozzafiato, il Castello di Rocca Imperiale pullula infatti di storia. Situato a circa 250 metri sopra il livello del mare, la costruzione di questa imponente fortezza fu ordinata da Federico II di Svevia, con alcuni resoconti che indicano l’inizio dei lavori nel 1221 e altri nel 1225. Questa decisione seguì i decreti di Capua del 1220, attraverso i quali l’imperatore impose l’edificazione o il restauro di circa 200 castelli per scopi difensivi nel sud dell’Italia.
IL MANIERO COSTRUITO PER VOLONTA’ DI FEDERICO II
L’obiettivo di Federico II di Svevia era di rafforzare il suo potere sul territorio ma anche di utilizzare gli edifici come sosta nei suoi frequenti viaggi da e per la Sicilia. La posizione strategica del Castello, sovrastante l’antica via Appia-Traiana che collegava Reggio Calabria a Brindisi, era fondamentale per il controllo del golfo di Taranto. In origine le dimensioni del maniero erano decisamente più modeste. Della struttura originaria restano poche tracce: una torre avente sezione costante, il portale d’ingresso, una finestra ogivale di arenaria che dà sulla costa scoscesa a ovest e alcune feritoie. Non risultano tentativi passati di ricerche per individuarne il nucleo originale che, come detto, probabilmente era molto più piccolo con una sola torre quadrata al centro.
L’attuale aspetto è frutto quindi di una serie di aggiunte strutturali che si sono verificate nel corso dei secoli.
L’ASSALTO DEI PIRATI SARACENI
Dopo la morte di Federico II, il controllo di Rocca Imperiale passò ai Cavalieri dell’Ordine Gerosolimitano sotto Carlo I d’Angiò, e in seguito, nel 1487, Alfonso II d’Aragona rafforzò e ampliò la struttura con nuove mura e torri. A questo periodo risalgono il cassero, il maschio poligonale e le diverse torri. Con la parte a ovest ben protetta dal profondo e praticamente invalicabile burrone, il lavoro si concentrò sugli altri lati con la costruzione delle strutture che sono ancora oggi esistenti: un cassero, il maschio centrale, le torri, il muro di cinta con il fossato, profondo otto metri ma poco largo, nonché i due ponti levatoi.
L’aggressore che anche avesse superato le mura esterne e che fosse riuscito a superare anche la cinta muraria del castello, si sarebbe trovato “intrappolato” nel fossato, troppo poco largo per poter manovrare ed esposto al facile tiro dei difensori.
Nei secoli successivi, il Castello resistette a diversi assedi. Memorabile quello dei pirati saraceni nel 1664. Quattromila uomini agli ordini del sultano Ibrahim sbarcati da una flotta di oltre sessanta navi cinsero d’assedio Rocca Imperiale.
L’abitato venne saccheggiato e distrutto ma il Castello, dove trovò rifugio gran parte della popolazione, rimase inespugnato. Successivamente il maniero vide cambiamenti significativi sotto i duchi Crivelli nel 1717, che aggiunsero strutture sovrapposte ai vecchi ambienti medievali.
IL CASTELLO DONATO ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
Il Castello, una volta abolito il feudalesimo ebbe varie vicissitudini e fu progressivamente preda dell’incuria e dell’abbandono. Fu determinante per il suo rilancio il passaggio nelle mani della famiglia Cappa nel 1903 che nel 1989 lo donò all’amministrazione comunale di di Rocca Imperiale. La struttura del castello comprende una pianta quadrangolare con un mastio poligonale. Alcune torri come la “Polveriera” e la “Frangivento” mostrano l’architettura tipica di diverse epoche, dalla federiciana all’aragonese. Al suo interno, un imponente scalone barocco conduce ai vari livelli del castello, includendo la cucina medievale e i lussuosi saloni dei duchi Crivelli, mentre la piazza d’armi e le scuderie riflettono ancora oggi la straordinaria storia dell’antico maniero.
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