L’elicottero partito da Monteveglio e lo schianto nel lago: cosa dice l’inchiesta

Tre anni di indagini, trentaquattro pagine di accertamenti e una conclusione che non scioglie tutti i dubbi: “Non è stato possibile individuare con certezza la causa dell’evento”. Ferrara Today riferisce la relazione d’inchiesta dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, sull’incidente dell’elicottero precipitato il 10 ottobre 2023 nel lago del Quaternario, a Settepolesini di Bondeno, nel Ferrarese. Nello schianto morirono il pilota Hazem Bayumi, imprenditore bolognese di origini egiziane, e il passeggero olandese Philip Hubert ter Woort.
Il decollo dal Valsamoggia e lo schianto nel lago
L’elicottero era decollato alle 8.48 dal campo di volo di Valsamoggia-Braglie, a Monteveglio, ed era diretto a Padova. Intorno alle 9.10, effettuò una lunga virata e finì contro la superficie dell’acqua. L’impatto distrusse completamente il mezzo e non lasciò scampo ai due uomini.
“Non sono state riscontrate evidenze, anche in seguito a esami specifici, di esplosione dell’elicottero in volo prima dell’impatto” riporta la relazione.
L’ipotesi del disorientamento
L’attenzione degli investigatori si sarebbe concentrata sulle condizioni meteorologiche. Al momento della partenza il cielo nel bolognese era limpido, mentre nella zona di Bondeno vi era nebbia. Non è stato possibile accertare se il pilota ne fosse a conoscenza prima del decollo.
La scarsa visibilità, unita al sorvolo dello specchio d’acqua, potrebbe aver provocato un disorientamento: “Uno specchio d’acqua può contribuire a creare informazioni visive ambigue – si legge nella relazione -. Tale ambiente privo di riferimenti, combinato con possibili illusioni ottiche dovute a riflessi e con perdita dell’orizzonte naturale, può indurre al disorientamento spaziale, portando a percezioni errate dell’assetto e della traiettoria dell’aeromobile”.
Il cambio di rotta senza spiegazione
Una volta arrivato nel ferrarese, l’elicottero modificò parzialmente la propria rotta. Le ragioni di quel cambiamento non sono state chiarite, la ricostruzione sarebbe stata inoltre complicata dall’assenza di “registrazioni di comunicazioni e di dati di volo”.
Secondo l’Agenzia, l’impatto con il lago “potrebbe essere stato verosimilmente causato dalla perdita dei riferimenti visivi necessari per la condotta di un volo Vfr condotto a bassa quota, con conseguente disorientamento spaziale” (Vfr -Visual Flight Rules, regole del volo a vista, ossia il pilota può volare solo con determinate condizioni meteorologiche).
Tre i possibili fattori che avrebbero contribuito all’incidente vi sarebbe “un’analisi non ottimale delle condizioni meteorologiche in rotta in fase di preparazione del volo”, una gestione non ottimale delle decisioni nella fase di avvicinamento alla zona interessata dalla nebbia e la presenza di condizioni favorevoli all’insorgenza di illusioni ottiche sulla superficie del lago.
Nessuna raccomandazione di sicurezza
Nonostante i numerosi accertamenti, la causa esatta della tragedia resta dunque senza una risposta definitiva e infine “alla luce delle evidenze raccolte e delle analisi effettuate, l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo non ritiene necessario emanare raccomandazioni di sicurezza”.
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