Jovanotti in Calabria: dalla grande festa all’incubo per il rientro
CATANZARO – Il concertone di Jovanotti doveva essere l’evento dell’estate, ma per migliaia di spettatori il rientro a casa si è trasformato in un incubo. Tra la fine del concerto e il rientro effettivo, si è consumata una notte di disorganizzazione, stanchezza e fortissime tensioni. Alle 4 del mattino c’era ancora chi tentava disperatamente di raggiungere la propria auto.
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La gestione del deflusso di 25mila persone presenta sempre una quota di complessità, ma una pianificazione accurata e direttive chiare avrebbero certamente evitato il caos. Invece, la macchina organizzativa del Comune di Catanzaro – apparentemente impeccabile alla vigilia – ha mostrato i primi scricchiolii già nel tardo pomeriggio.
I PARCHEGGI E LE NAVETTE
Quattro parcheggi previsti, custoditi, più o meno vicino alla Calabria Music Arena. Il primo, quello della Cittadella regionale, adiacente all’area, al costo di 20 euro per posto auto e consentiva l’accesso a piedi alla venue. Stessa cosa per il Comalca. Poi il terzo e quarto parcheggio, Area Teti distante 8 chilometri dalla Calabria Music Arena, e Ente Fiera distante 7 chilometri. Entrambi al costo di 5 euro a posto auto più 5 euro a persona di navetta che in 15 e 12 minuti rispettivamente raggiungeva l’area del concerto. Parcheggi e navette prenotabili sul sito Amc e pagati anticipatamente. Peccato che alcuni sono risultati saturi già verso le 18, costringendo chi aveva regolarmente pagato a lasciare il mezzo all’esterno delle aree custodite.

IL CAOS A FINE CONCERTO
Il vero collasso, tuttavia, si è verificato a fine concerto. Senza un servizio d’ordine visibile e con una fermata per le navette praticamente inesistente. La marea umana si è riversata a piedi lungo una strada statale buia, pericolosa e a scorrimento veloce, camminando per oltre quattro chilometri. La mancanza di comunicazioni ufficiali ha spinto gli autisti dei bus, mossi da pietà per i pedoni al buio, a raccogliere persone strada facendo. Il risultato è stato che le navette arrivavano nei pressi della venue già stracolme, rendendo vano il rientro per chi attendeva civilmente.
Nel buio e nella frustrazione generale sono esplose le proteste. Si sono verificate liti sfiorando la rissa, blocchi improvvisati dei mezzi con catene umane per chiedere spiegazioni e momenti di forte tensione tra la folla provata.
Ogni richiesta di chiarimento rivolta a personale o forze dell’ordine è rimasta senza risposta. Un epilogo che lascia l’amaro in bocca. Quello di Jovanotti è stato un evento musicale impeccabile, travolgente e di altissimo livello artistico che avrebbe meritato una gestione logistica del rientro decisamente all’altezza.
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