Basilicata

Uccelli e fiumi di Calabria sulle nuove banconote

LE BANCONOTE degli euro sono pronte a cambiare look e la Calabria potrebbe avere i suoi rappresentanti grazie alla serie “Fiumi e uccelli”, perché quasi tutte le specie rappresentate sono parte dell’avifauna del territorio regionale. Ma non è ancora detta l’ultima parola, perché a contendersi la nuova veste grafica c’è anche un’altra serie: “Cultura europea”, che presenta, come da tradizione, alcuni dei volti più rappresentativi della storia culturale comunitaria.

«Le banconote in euro che hai in tasca sono il simbolo più tangibile di un’Europa unita», ricordano dall’Europa. I grafici di tutto il continente, dunque, hanno risposto alla chiamata e provato a immaginare il possibile aspetto delle banconote in euro e una delle loro proposte diverrà il nuovo disegno della prossima serie. Benché la BCE abbia fornito indicazioni per la realizzazione dei disegni, le proposte elaborate si basano esclusivamente sull’interpretazione creativa degli artisti che si sono misurati sull’identità e sui valori comuni a partire dai due temi indicati.

I progetti sono stati selezionati attraverso un concorso aperto a livello dell’Unione europea che ha raccolto oltre 1.200 candidature. Una giuria indipendente composta da 21 esperti provenienti da diversi ambiti, dalla grafica alla storia, passando per la comunicazione e le neuroscienze, ha individuato le dieci soluzioni finaliste. Al momento circolano oltre 30 miliardi di biglietti in euro per un valore totale che supera 1,5 mila miliardi di euro.

LAGARDE: «LE BANCONOTE UNA DELLE ESPRESSIONI PIU’ TANGIBILI DELL’EUROPA»

«Le banconote in euro non sono un semplice mezzo di pagamento: sono una delle espressioni più tangibili dell’Europa», ha dichiarato la presidente della BCE Christine Lagarde. La Banca centrale europea ha, di recente, svelato i dieci progetti finalisti per la nuova serie di banconote in euro e ha aperto una consultazione pubblica che permetterà ai cittadini dell’area euro di contribuire alla scelta del disegno definitivo (qui l’indirizzo web per votare: https://surveys.ecb.europa.eu/10b/neweuro/). Il sondaggio resterà aperto fino al 21 settembre 2026. La decisione ultima è attesa entro la fine dell’anno, mentre l’entrata in circolazione delle nuove banconote è prevista per i prossimi anni, dopo che il progetto vincitore sarà svelato si passerà alla fase di sviluppo e a quella dei test prima della produzione.

LE PROPOSTE FINALISTE

Tra le proposte finaliste, dunque, si articola quella che ruota intorno agli uccelli europei, nello specifico: il Picchio muraiolo (5 euro); il Martin pescatore (10 euro); il Gruccione (20 euro); la Cicogna bianca (50 euro); l’Avocetta setaccia (100 euro) e la Sula bassana (200 euro). Tutte specie che abitano, migrano o attraversano i cieli della Calabria. La Lipu e le altre associazioni ambientaliste italiane stanno supportando l’iniziativa europea.

«Sarebbe importante se riuscisse a passare la serie degli uccelli – spiega Roberto Santopaolo, responsabile della sezione provinciale Lipu di Rende – perché, comunque, la cultura sta cambiando. Nei paesi del Nord Europa la fauna è più presente sia istituzionalmente che nelle pubblicità e in altri ambiti privati, mentre nei paesi del Mediterraneo prevale ancora la cultura umanistica su quella naturale. Invece dobbiamo ricordare che noi facciamo parte del mondo naturale».

L’AVIFAUNA “EURO” IN CALABRIA

In Calabria la specie rocciosa del Picchio muraiolo è stata segnalata sul Pollino e sul Monte Tiriolo. «È un volatile unico, di piccole dimensioni ma di grande bellezza. A vederlo sembra quasi una farfalla», illustra Santopaolo. «Anche il Martin pescatore (specie stanziale che è possibile vedere tutto l’anno) è presente da noi lungo i corsi d’acqua, come nella riserva naturale regionale di Tarsia. E anche in questo caso c’è un problema legato all’uomo perché nidifica negli argini sabbiosi dove scava dei tunnel e crea una camera dove depone le uova, ma questi argini vengono talvolta cementificati determinando difficoltà nella creazione dei nidi – spiega l’ambientalista – Lo stesso Gruccione si trova nelle stesse difficoltà, ma questo uccello utilizza anche altri tipi di argini non legati al fiume come pareti sabbiose più distanti dai corsi d’acqua».

Il Gruccione è una specie migratoria che si sposta in Africa per svernare a partire dal mese di settembre, ma si riproduce in Europa ed è presente e numerosa in Calabria «sebbene non sia troppo ben visto dagli apicoltori perché si nutre di api». «Ma non incide troppo su queste popolazioni di insetti perché non rappresentano una dieta esclusiva dato che si nutre di tanti altri insetti. Insieme all’Upupa e al Martin pescatore è tra gli uccelli più colorati dell’avifauna europea tanto da rivaleggiare con quelli tropicali», precisa il naturalista.

LA CICOGNA BIANCA

Quest’anno si sono riprodotte in Calabria 38 coppie di Cicogna bianca, simbolo del progetto portato avanti dalla Lipu da 25 anni. «È ritornata dopo un’assenza di 500 anni grazie a un progetto di volontariato e a un’idea che abbiamo avuto: quella di offrire dei nidi e delle case “artificiali” alle Cicogne grazie al supporto di e-distribuzione che ci ha permesso di collocarli sui tralicci dell’Enel. Ne abbiamo allocate oltre 100 e direi proprio che sta funzionando», riferisce entusiasta il responsabile Lipu. Setaccia nell’acqua e nel fango alla ricerca di insetti e vermi l’Avocetta setaccia.

«La maggior parte della popolazione migra in Africa. E’ possibile osservarla in Calabria durante il periodo migratorio di aprile-maggio e durante il ritorno a settembre-ottobre», spiega Santopaolo. Lo stesso accade con la Sula bassana, il grande uccello marino pelagico che transita regolarmente lungo le coste e nei mari calabresi. Sono questi solo alcuni degli uccelli che costituiscono uno scrigno di biodiversità unico come quello del territorio calabrese. Qui la varietà degli ambienti è favorevole ad accogliere l’avifauna poiché include coste, praterie d’alta quota, massicci montuosi. «Ad esempio nel marchesato crotonese ci sono anche gli ambienti aridi e steppici che ospitano popolazioni importanti di rapaci. Il Nibbio reale, o specie rarissime come il Capovaccaio o la Ghiandaia marina, presente anche nel Cosentino. Sullo Stretto, poi, migliaia di rapaci e passeriformi si concentrano per sfruttare le correnti ascensionali di aria calda», spiega ancora l’ambientalista.

BIODIVERSITA’ DA PROTEGGERE

Un patrimonio eccezionale che, nella nuova monetazione europea, potrebbe trovare cassa di risonanza. E lanciare un segnale significativo sul rapporto da costruire in futuro con la natura del pianeta. «L’uomo dipende dalla biodiversità, eppure la stiamo distruggendo a un ritmo impressionante» conclude Santopaolo. «Ogni anno scompaiono decine e decine di specie e questo è un danno enorme che l’uomo sta facendo prima di tutto a sé stesso. Riportare la natura al centro, quindi, è una vera e propria esigenza».


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