Muffa, niente acqua, impianti rotti. Sospesa l’attività di un pakistano
FERMO Attività sospese e quasi cinquantamila euro di sanzioni in seguito a controlli sulla sicurezza alimentare e sul lavoro in due esercizi del Fermano. Il caso più grave proprio a Fermo, dove i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà il titolare di una attività commerciale, un pakistano di 53 anni, a causa di una lunghissima serie di violazioni delle normative sulla sicurezza.
L’impianto
Durante i loro accertamenti, infatti, i militari hanno riscontrato la presenza di un impianto elettrico non a norma, la completa inidoneità dei dispositivi antincendio ma anche ambienti di lavoro completamente insalubri a causa della presenza di muffa, oltre all’assenza di acqua nei servizi igienici. Inoltre le verifiche hanno permesso di accertare la presenza di un lavoratore in nero, impiegato nelle attività ma senza un regolare contratto. Tutte condizioni -dal lavoro irregolare alle gravi carenze di sicurezza – che hanno infine indotto i carabinieri a disporre l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale.
Nello stesso contesto, al titolare dell’attività fermana sono state contestate anche pesanti violazioni igienico-sanitarie. È emerso anche, infatti, che non veniva garantita la tracciabilità degli alimenti, che mancavano le procedure di autocontrollo basate sul sistema Haccp, una procedura di autocontrollo igienico che serve a garantire la sicurezza e la salubrità degli alimenti in tutte le fasi della produzione, trasformazione, stoccaggio e distribuzione.
La formazione
Mandava inoltre anche la formazione per gestire l sistema Haccp: i carabinieri hanno poi scoperto che era stata omessa persino la comunicazione obbligatoria all’Autorità competente per l’inizio dell’attività di vendita di prodotti alimentari. Per questo secondo filone di irregolarità, sono state comminate all’uomo sanzioni amministrative e ammende per un totale di oltre 46.400 euro, con un’ulteriore proposta di sospensione dell’attività inoltrata all’Azienda Sanitaria Territoriale di Fermo.
Il secondo caso ha riguardato invece un esercizio pubblico di Porto San Giorgio, il cui titolare, uno straniero di 41 anni, è stato invece denunciato in stato di libertà per non aver provveduto alla nomina del medico competente, una figura obbligatoria per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori. A suo carico sono state elevate ammende per 6mila euro. Le verifiche che sono state eseguite a Fermo e Porto San Giorgio dai carabinieri hanno potuto contare sull’ausilio dei militari del nucleo antisofisticazioni e sanità (NAS) di Ancona e del nucleo ispettorato del lavoro di Ascoli Piceno.




