Boschi e sugherete della Sardegna: 22,24 milioni dalla Regione
CAGLIARI – La Regione mette in campo 22,24 milioni di euro per la tutela dei boschi e degli ecosistemi, la difesa fitosanitaria e la gestione della fauna selvatica. Un pacchetto di interventi che interessa anche i territori a forte vocazione forestale e le aree della Sardegna nelle quali la sughera rappresenta una componente importante del patrimonio ambientale ed economico.
Le risorse sono contenute nella variazione di bilancio e puntano soprattutto sulla prevenzione, con finanziamenti distribuiti tra ripristino degli ecosistemi, gestione dei boschi, contrasto agli organismi nocivi e contenimento della fauna selvatica.
SUGHERETE E DIFESA FITOSANITARIA – Una delle voci più consistenti riguarda la difesa fitosanitaria. Complessivamente vengono stanziati 10,2 milioni di euro per il contrasto agli organismi nocivi.
Di questi, 4,7 milioni nel biennio 2027-2028 saranno destinati alla lotta contro i lepidotteri defogliatori della sughera, insetti in grado di provocare danni importanti alle piante e di compromettere la vitalità delle sugherete.
Altri 4,5 milioni nel triennio serviranno a rafforzare le attività affidate alle Province per il contrasto ad artropodi, roditori e altri organismi nocivi, mentre un milione sarà destinato nel 2026 a un intervento straordinario sui vettori nell’Oristanese.
RISORSE PER I BOSCHI – Per il patrimonio boschivo dei Comuni viene introdotto un finanziamento strutturale da un milione di euro all’anno a partire dal 2026, rivolto agli enti dotati di un piano di gestione e assestamento forestale approvato e non coperti da altre fonti di finanziamento.
Altri 1,8 milioni di euro nel triennio sono destinati all’Azione Bosco. Sul fronte del ripristino della natura vengono invece stanziati 4 milioni nel biennio 2027-2028, che potranno finanziare interventi su ecosistemi degradati come zone umide, corsi d’acqua, dune e praterie.
LACONI: «INTERVENIRE PRIMA DELL’EMERGENZA» – «Il cambiamento climatico e la crescente pressione sugli ecosistemi impongono di intervenire prima che il problema assuma la dimensione dell’emergenza», sottolinea l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi.
L’obiettivo, spiega l’esponente della Giunta, è «proteggere meglio boschi, sugherete, sistemi fluviali e attività agricole, utilizzando le risorse dove e quando sono realmente necessarie».
FAUNA SELVATICA E INDENNIZZI – Alla gestione della fauna selvatica vengono destinati complessivamente 2,75 milioni di euro. Il piano regionale per il controllo e il contenimento della nutria potrà contare su 1,75 milioni nel triennio, mentre un altro milione rafforzerà nel 2026 il fondo per gli indennizzi dei danni causati dalla fauna selvatica.
La dotazione complessiva per gli indennizzi sale così da uno a 2 milioni di euro, con particolare attenzione alle conseguenze sulle attività agricole.
PATRIMONIO SPELEOLOGICO – Completano il pacchetto 390mila euro nel triennio, pari a 130mila euro all’anno, destinati alla Federazione Speleologica Sarda per le attività di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio carsico e speleologico e per la gestione del catasto speleologico regionale.
«La tutela della biodiversità deve convivere con la sicurezza delle attività economiche e con l’equilibrio dei territori – conclude Laconi –. La risposta efficace è una gestione coordinata, fondata sulla conoscenza scientifica e sulla capacità di intervenire in modo continuativo».
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