due operai ancora in camera iperbarica

ANCONA Tre operai sono stati dimessi dall’ospedale di Torrette e sono in malattia a casa. Gli altri due hanno ancora bisogno del ciclo della camera iperbarica. Stanno meglio i cinque muratori dell’impresa osimana Ill.Pa, specializzata in ristrutturazioni edili, che mercoledì mattina sono stati interessati dall’esalazione di monossido di carbonio. Il gas nocivo si è sviluppato mentre erano impegnati nella manutenzione straordinaria di un palazzo in via Rupi di via XXIX Settembre, all’esterno dell’immobile, in una zona seminterrata con poco circolo d’aria.
L’amnesia
Due di loro avevano perso i sensi, non ricordano nulla dell’accaduto. «Si sono svegliati in ospedale – riferisce un loro collega – in quel momento stavano utilizzando un prodotto sgrassatore sulle pareti esterne del palazzo e c’è stata una reazione chimica. Quello è un palazzo del dopoguerra a cui dobbiamo rifare la facciata. I colleghi hanno sentito un forte odore e poi è sopraggiunto un giramento di testa. I due che erano più vicini hanno perso i sensi». Stavano dunque sverniciando il vecchio intonaco, i cinque operai. Quattro sono stranieri, hanno 35, 30, 41 e 38 anni, di nazionalità romena, tunisina, nigeriana e pachistana. Il quinto, 51 anni, è italiano. I tre operai dimessi ieri sono stati chiamati solo per rifare i prelievi di sangue e tenerli così ancora sotto controllo. Gli altri due sono stati portati nelle camere iperbariche di Fano e Ravenna, dalla Croce Gialla di Falconara e Ancona. Oggi andranno a Ravenna con un mezzo dell’Avis di Montemarciano, per un terzo ciclo. Solo dopo saranno valutate le loro dimissioni. L’incidente sul lavoro è seguito da personale dell’Ast, dell’Ispettorato del Lavoro e dall’Arpam. Dovranno produrre una informativa da consegnare in Procura per lesioni colpose. Fino a ieri mattina la relazione non era ancora arrivata. Non si esclude che nelle prossime ore possa essere aperto un apposito fascicolo giudiziario. Per ora non sono stati effettuati sequestri.
L’ordinanza
Il sindaco Silvetti intanto ieri ha firmato l’ordinanza per un appartamento in cui si sono diffuse in parte le esalazioni. Non potrà essere utilizzato dall’inquilino, un operaio bengalese, fino a nuove disposizioni.




