Emilia Romagna

Traffico di armi nel porto, la discussione sulla trasparenza dei dati arriva al Consiglio di Stato


Il 27 agosto, a Roma, il Consiglio di Stato sarà chiamato ad affrontare il tema della trasparenza dei dati legati ai traffici di armi nel porto di Ravenna. L’avvocato Andrea Maestri rappresenterà la richiesta della giornalista Linda Maggiori di conoscere la consistenza del traffico di armi nello scalo romagnolo. Una richiesta sostenuta anche dal Coordinamento no armi dal porto di Ravenna e da Bds Ravenna: “L’Agenzia delle Dogane di Ravenna, dopo aver perso al Tar, pur di non rivelare i dati, si è infatti appellata al Consiglio di Stato. Atteggiamento ben diverso dalle Dogane di Livorno che invece hanno dato riscontro positivo all’accesso agli atti della giornalista e hanno prontamente fornito dati sui traffici di armi, fornendo anche indicazioni sulle destinazioni”.

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“Cosa nasconde il porto di Ravenna e perché questa ostinazione nel celare i dati? – si chiedono le organizzazioni – Forse perché la destinazione principale delle navi cargo che partono da Ravenna è Israele?”. Per questo il 27 agosto dalle 10, mentre si svolgerà l’udienza a Roma, il coordinamento contro il traffico di armi prepara un presidio sotto al Comune di Ravenna: “Chiediamo anche al sindaco Alessandro Barattoni di esserci e ricevere una nostra delegazione. A settembre 2025 aveva garantito che dal porto non sarebbero più passate armi”.


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