Friuli Venezia Giulia

800 ettari bruciati, via alla conta dei danni


L’incendio sul monte Amariana, in Carnia, è stato dichiarato spento oggi dopo due settimane di operazioni. Il responsabile della stazione forestale di Tolmezzo ha comunicato formalmente la chiusura degli incendi in giurisdizione alla sala operativa della protezione civile della Regione. Ora il corpo forestale regionale si prepara ai rilievi e alla conta dei danni.

800 ettari distrutti, la peggiore devastazione dal 2003

Secondo una prima stima, circa 800 ettari sono andati in fumo. L’incendio era divampato il 7 agosto, scatenato da un fulmine sul monte che, con la sua forma piramidale, domina Amaro a est e Tolmezzo a ovest con l’Alta Val Tagliamento. Una devastazione che non si vedeva da 23 anni: nel 2003 l’Amariana aveva già bruciato — allora per cause dolose — per più di 890 ettari, in buona parte sulle stesse superfici. Le fiamme si sono propagate con grande forza, sviluppando soprattutto nel fine settimana di Ferragosto temperature ambientali altissime. La vegetazione, composta principalmente da pinete di pino nero e pino silvestre, ha bruciato senza sosta fino a mercoledì 19 agosto, quando le condizioni meteorologiche — con temperature più basse e venti ridotti — hanno permesso di definire la situazione sotto controllo. Le piogge intense di giovedì 20 agosto, proseguite anche venerdì 21, hanno dato la svolta definitiva, bagnando in profondità il terreno rimasto rovente e frenando i focolai ancora attivi.

Operazioni concluse anche su Monte Palavierte e Monte Dobis

Oltre all’incendio del monte Amariana/Cuel Feltron, nella mattinata di giovedì 20 agosto erano proseguite le operazioni di bonifica anche sugli incendi del monte Palavierte e del monte Dobis, nel territorio del comune di Tolmezzo. Con la chiusura della base incendio presso la località di Pissebus si sono così concluse le operazioni che hanno visto in prima linea il corpo forestale, la protezione civile regionale, i vigili del fuoco e i volontari delle squadre comunali di protezione civile e delle associazioni.

I prossimi passi: sopralluoghi a piedi e droni per le aree pericolose

Nei prossimi giorni il personale del corpo forestale regionale effettuerà sopralluoghi nelle aree bruciate percorribili in sicurezza a piedi, per la prima quantificazione dei danni e per individuare potenziali criticità da segnalare alle strutture competenti. Le zone più scoscese o pericolose per la caduta di massi o di piante verranno monitorate con l’ausilio dei droni. Al termine dei rilievi, la stazione di Tolmezzo redigerà il Foglio Notizie Incendi Boschivi (FNIB), documento riepilogativo dell’evento informatizzato nel sistema ARDI (Archivio regionale dati incendi), che verrà inviato alla prefettura, ai comuni interessati e alla protezione civile della Regione.

Una stagione degli incendi pesante: 80 roghi e 1.100 ettari dall’inizio dell’anno

L’incendio dell’Amariana è stato l’evento dominante di una stagione particolarmente difficile. Dal 1° gennaio fino a giovedì 20 agosto 2026 sono stati registrati 80 incendi boschivi per una superficie complessiva di circa 1.100 ettari. La stagione si è concentrata principalmente nei mesi di luglio e agosto, con una maggiore frequenza di roghi nelle aree della Carnia e del Carso.


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