l’Uncem chiede un tavolo per tutelare i boschi

Proseguono le operazioni di spegnimento sul monte Morrone dove le fiamme sono state ridotte anche grazie ai droni. Un incendio che va avanti da circa due settimane e che ha destato non poca preoccupazione la cui conta dei danni si farà, ma che di certo ha mandato in fumo almeno 230 ettari di territorio.
Diversi i comuni per cui si è temuto prima di arrivare alla messa in sicurezza dei centri abitati, compreso quello di Popoli Terme, degli allevamenti e dei rifugi, con la colonna di fumo visibile a chilometri di distanza. Per quanto riguarda Popoli, fa sapere il direttore dell’agenzia di protezione civile Maurizio Scelli, si è già in fase di pulzia e bonifica: “Anche gli altri fronti, in particolare, nei comuni di Bisegna e Rocca di Cambio, sono sotto controllo”, aggiunge.
Ora che il peggio, almeno sul fronte dell’espansione di quello che ad oggi è l’incendio che ha creato maggiori problemi, sembra passato, l’Uncem Abruzzo chiede un tavolo permanente a tutela dei boschi abruzzesi.
Il ruolo dei droni e il punto sull’intervento
Sul fronte dell’azione n corso la svolta è arrivata con le linee tagliafuoco realizzate dall’esercito, ma anche dall’uso dei droni, come riferisce l’Ansa: attualmente ne sono operativi cinque, loro compito è esaminare la zona e indicare ai velivoli la posizione esatta, con la trasmissione di punti precisi sui quali scaricare l’acqua. Secondo informazioni della protezione civile regionale, la squadra droni ha turni di 18 ore durante le operazioni di spegnimento.
Stanno entrando ora nella fase operativa dello spegnimento e poi della bonifica, le squadre di terra, i vigili del fuoco, i volontari della protezione civile regionale e l’Esercito, coadiuvati da quattro canadair e da due elicotteri. A Roccacasale intanto è tornato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che, in visita privata, accompagnato dalla moglie, ha voluto accertarsi dell’andamento delle operazioni.
La richiesta dell’Uncem Abruzzo
A intervenire adesso è anche l’Uncem con il presidente Lorenzo Berardinetti che ha accolto l’appello di forestali e agronomi perché si lavori a un’azione preventiva a tutela dei boschi sul Morrone e su tutto il territorio regionale. “L’Abruzzo vive giorni drammatici a causa della grave emergenza incendi e il nostro primo pensiero e il nostro ringraziamento vanno a chi sta lavorando sul campo”, dichiara Berardinetti. Ì “In Abruzzo la superficie boschiva sale al 44% del territorio: oggi le foreste si espandono a causa del clima più caldo e per il forte disinteresse verso il bosco da parte delle amministrazioni.
La popolazione montana tende a diminuire sempre più. Le normative e la sovrapposizione burocratica impediscono troppo spesso la creazione di difese preventive e l’apertura di strade forestali”. Proprio per questo Berardinetti chiede “di far ripartire con un piano straordinario la gestione attiva e preventiva del bosco. Proponiamo la creazione di un tavolo permanente con una cabina di regia, seguendo il modello collaudato della ricostruzione del terremoto. La rete fra gli enti rappresenta la chiave di volta. La Regione deve agire da capofila e coinvolgere tutte le realtà territoriali, compresa l’Uncem”.
L’Uncem chiede anche di individusare immediatamente gli interventi post-incendio e le aree da rimboschire. “Sappiamo che il bosco non torna da solo, come dimostrano proprio i precedenti incendi sul Morrone nel 2017 e nel 2020. La vera lotta agli incendi si fa a fiamme spente attraverso la selvicoltura. La gestione attiva garantisce più biodiversità, favorisce una maggiore accessibilità per la prevenzione e riduce drasticamente – conclude i presidente – i costi di spegnimento”.
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