Calabria

La sfida “salvezza” per il Comune di Lamezia passa dal piano di riequilibrio

La silente canicola che anche quest’anno pervade l’estate lametina sta dando giusto qualche giorno – o settimana – di pausa alla politica cittadina prima che si torni a lavorare nelle commissioni (quelle poche veramente “vive”, almeno) e, soprattutto, prima di tornare a discutere in aula del futuro della città. Un futuro finanziario – dal quale dipende dunque la capacità di affrontare le spese ordinarie e straordinarie dell’ente – che, come si sa, è appeso quasi certamente al filo di un nuovo Piano di riequilibrio pluriennale. Un Piano contestato dalle opposizioni, in primis dal centrosinistra, inconcepibile e “folle” per chi ha amministrato la città negli anni scorsi (l’ex sindaco Mascaro, ma non molti dei suoi vecchi consiglieri che oggi siedono in aula) e accolto mal volentieri anche da molti della maggioranza a trazione Murone.
Nel centrodestra, come si è visto, le attuali incognite sono rappresentate dall’ala moderata di Giancarlo Nicotera (Udc) che continua a rivendicare autonomia chiudendo le porte a ogni eventuale “diktat”, e c’è poi l’importante area di Futuro Nazionale, con due consiglieri e un’assessora in Giunta, che fuori dai confini lametini, si sa, è praticamente forza di opposizione almeno finché non cambieranno gli equilibri nazionali. Ad ogni modo, sul Piano di riequilibrio non trapela ancora nulla, se non qualche voce di corridoio che lo immagina spalmato su almeno 15 anni.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »