Lazio

Supermercati, ora la spesa si paga a rate – Il Tempo


Damiana Verucci

Corre molto veloce il prezzo del carrello della spesa nei supermercati romani tanto che, una nota catena della grande distribuzione organizzata, sta lanciando la «spesa a rate», e c’è da immaginare che il suo esempio sarà seguito presto da altre. Anche gli ultimi dati Istat, infatti, confermano che sebbene a luglio ci sia stata una leggera flessione dei prezzi rispetto al mese precedente, i beni di consumo alimentare continuano a salire e l’aumento è ormai esponenziale se si guarda a soli cinque anni fa: il costo al chilo del caffè, ad esempio, o al litro dell’olio sono quasi raddoppiati. Ma non va bene neanche per il pane, la pasta, i formaggi, le conserve di pomodoro, i salumi, le verdure in scatola e in generali i piatti pronti. Questi sono cresciuti dello 0,3% solo da un mese all’altro. Ma al supermercato non si comprano certo solo i generi alimentari. Ecco allora che se si guarda più indietro, su base annua, ci si accorge che la crescita complessiva dei beni ad lata frequenza d’acquisto si attesta al +3,4%. Fanno parte di questa categoria soprattutto i prodotti per la cura della casa, detersivi, carta igienica, articoli per la pulizia, quelli per la cura della persona, prodotti per l’igiene intima, cosmetici, articoli da toletta e naturalmente i carburanti, che incidono in modo significativo sui bilanci delle famiglie.

Tornando alla spesa di tutti i giorni, la grande distribuzione corre ai ripari per frenare il calo dei consumi. E accanto ai cartellini dei prodotti a marchio supermercato che sono sempre, o quasi, in offerta, inseriscono, ad esempio, la «settimana delle albicocche», con il noto frutto di stagione che per sette giorni si trova al 50% in meno o pesce o carne a prezzi scontati in determinati giorni della settimana, fino al più classico 30% in meno se il prodotto è vicino alla scadenza o il prendi due e paghi uno legato magari ai generi confezionati. Qualche catena, proprio come si fa nei mercati rionali all’orario di chiusura, la sera propone il pane imbustato a metà prezzo o due pezzi al costo di uno e a chi obietta che sia troppo l’inserviente di turno risponde «lo può sempre surgelare». Insomma, si tende a non sprecare nulla e in tempi di caro prezzi il suggerimento è ben gradito. Così come si iniziano ad avvicinare, sebbene con qualche riserva legata alla immagine, i clienti che chiedono del pagamento a rate. Al momento sono soprattutto anziani. Il meccanismo è semplice. Il cliente comunica in cassa di voler pagare in modo dilazionato, poi scansiona un codice Qr con lo smartphone e sceglie tra tre opzioni: differire l’intero importo a 30 giorni senza costi aggiuntivi, dividere la somma in tre rate mensili a tasso zero, oppure optare per un finanziamento da 6 a 12 rate, quest’ultimo con un tasso di interesse. Ovviamente, a garanzia, verranno chiesti i dati di una carta di credito, bancomat o anche di una prepagata. Insomma, la spesa come comprare un elettrodomestico.
 


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