Addio a Gianfranco Pedullà

Questa notte è venuto a mancare, all’età di 69 anni, Gianfranco Pedullà. Nato a Crotone e residente in provincia di Firenze aveva legato profondamente il suo nome e la sua professione ad Arezzo. Regista, drammaturgo, studioso è stato protagonista di primo piano di progetti e spettacoli teatrali e ha caratterizzato fortemente la cultura toscana. Ha portato il teatro dentro il carcere di San Benedetto, è stato consulente teatrale per le amministrazioni comunali, direttore artistico a Bucine, ha collaborato con la Provincia di Arezzo ed è stato il fondatore della Rete Teatrale Aretina.
“Con Gianfranco Pedullà scompare un protagonista di primo piano del teatro e della cultura toscana. Era una persona di straordinario carisma e di amore non comune per il teatro; ha costituito un riferimento per tutti i teatri della toscana perché riusciva a interpretare i valori della diffusione del teatro tra la gente e nella società civile. E’ una gravissima perdita per la cultura toscana”. Così il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani esprime il cordoglio per la sua scomparsa, avvenuta questa notte nella Rsa Chiarugi di Empoli, dove era ricoverato da oltre un anno a seguito delle conseguenze del grave incidente stradale nel quale era rimasto coinvolto nel luglio 2025.
Dal teatro in carcere alla nascita della Rete Teatrale Aretina
Nato nel 1957, Gianfranco Pedullà ha dedicato oltre quarant’anni al teatro. Lungo il curriculum che lo ha visto protagonista nelle politiche culturali nelle varie città toscane.
A partire dal 1985 ha lavorato nel territorio di Arezzo attraverso la realizzazione di un laboratorio alla Scuola media Cesalpino su La storia infinita di M.Ende e la rappresentazione al Teatro Petrarca del testo omonimo. A partire da quella esperienza si è sviluppata un’intensa collaborazione con Arezzo sul piano della formazione e della produzione teatrale. Per molti anni ha collaborato con il Comune di Arezzo, del quale è stato a lungo consulente teatrale per il settore della formazione con il progetto Dei Mondi Possibili
in collaborazione con il servizio giovani e il progetto teatro dell’amministrazione comunale.
Dal 1997 al 2002 per la Provincia di Arezzo ha coordinato il progetto Il Teatro che verrà/ coordinamento dei teatri aretini associati che riuniva 16 comuni del territorio, 7 compagnie professionali e 19 istituti medi superiori per un’attività formativa nel campo del teatro rivolto alle nuove generazioni in stretta relazione con il Provveditorato agli studi di Arezzo. Ha collaborato alle stagioni teatrali e ai progetti formativi di molti Comuni della provincia di Arezzo tra i quali Foiano della Chiana, Monte San Savino e Anghiari. Nel 2002 ha fondato la Rete Teatrale Aretina, che tuttora riunisce le principali compagnie e i teatri della provincia.
Dal 2003 al 2015 ha diretto artisticamente il Teatro comunale di Bucine.
Importante anche la sua progettualità per i detenuti del carcere di Arezzo. Dal 1992 al 2004 ha condotto un’attività teatrale stabile nella Casa Circondariale con la Compagnia il Gabbiano attraverso spettacoli, laboratori e convegni di altissimi livello. Nel 2007 ha pubblicato, con il sostegno della Regione Toscana Alla Periferia del Cielo, un volume di riflessioni e testimonianze sulle sue esperienze teatrali nel carcere di Arezzo.
La notizia si sta diffondendo in queste ore e tutte le realtà aretine con le quali ha collaborato gli rendono il doveroso omaggio. Come appunto il Teatro di Bucine.
Casini: “Lascia ad Arezzo un’eredità viva”
“Con la scomparsa di Gianfranco Pedullà salutiamo una figura che per il territorio aretino ha lavorato e soprattutto ha costruito molto. Con la fondazione della Rete Teatrale Aretina, che da quasi venticinque anni tiene insieme le compagnie e i teatri della nostra provincia, lascia un’eredità viva e importante.”
È quanto dichiara la consigliera regionale del Partito Democratico Roberta Casini, ricordando il regista e drammaturgo scomparso questa notte.
“Il suo legame con il territorio è stato lungo e concreto – prosegue – Ha collaborato per anni con il Comune e la Provincia di Arezzo e con tanti enti locali e associazioni. E ha portato il teatro dentro il carcere di San Benedetto, accanto alle persone detenute, con anni di laboratori e spettacoli. Per lui il teatro era anche impegno civile e inclusione, e ad Arezzo lascia un segno destinato a durare. Alla famiglia e a tutte le realtà che ha animato vanno le mie più sentite condoglianze” – conclude Casini.
Il cordoglio della Regione Toscana
“Ho conosciuto molto bene Gianfranco – prosegue Giani – ed era una persona di grande riferimento nel mondo teatrale e culturale di tutta la Toscana. Ricordo che, ancora adolescente, riusciva a portare complessi come i Whisky Trail al liceo di Scandicci. E al teatro e alla diffusione della cultura ha dedicato tanta parte della sua vita. Con il Teatro Popolare d’Arte e con il Teatro delle Arti di Lastra a Signa ha dato vita a esperienze importanti, formando generazioni di artisti e spettatori. Lo voglio ricordare anche per il suo impegno nel teatro sociale e in carcere, e per il lavoro straordinario realizzato a Gorgona”.
“A nome della Regione Toscana – conclude Giani – esprimo il mio più sincero cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutta la comunità del teatro e della cultura toscana”.
“Esprimo il mio più profondo cordoglio per la scomparsa di Gianfranco Pedullà, regista, drammaturgo, studioso e uomo di teatro che per oltre quarant’anni ha dedicato la propria vita alla cultura e alla ricerca teatrale. La sua morte, avvenuta questa notte nella RSA Chiarugi di Empoli, dove era ricoverato da oltre un anno a seguito delle gravissime conseguenze dell’incidente stradale del luglio 2025, rappresenta una perdita dolorosa per tutto il mondo culturale toscano”. Lo ha detto l’assessora alla cultura Cristina Manetti commentando la scomparsa dell’artista. “Con Gianfranco Pedullà – ha concluso Cristina Manetti – scompare una figura che ha saputo coniugare il rigore dello studioso, la passione del regista e la responsabilità civile dell’uomo di cultura. Il suo lavoro resterà nel patrimonio teatrale della Toscana e soprattutto nelle esperienze, nelle persone e nelle comunità che ha incontrato e accompagnato attraverso il teatro. Alla famiglia, ai suoi collaboratori, agli artisti e a tutte le persone che gli sono state vicine le più sentite condoglianze”.
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