Toscana

Arezzo non ha bisogno di meno alberi, ma di più manutenzione


Il comitato del parco di Emilia interviene sulla questione del pino caduto ieri, lunedì 17 agosto, in via Fra Guittone, sollecitando l’amministrazione comunale e la sua responsabilità nella manutenzione del verde pubblico.

La nota del comitato

“La caduta del ramo di un pino avvenuta ieri riporta al centro una questione – scrive il comitato – che ad Arezzo non può più essere rimandata: la manutenzione del verde pubblico e la responsabilità di chi amministra la città. Da undici anni Arezzo è amministrata dal centrodestra. In questi anni gli alberi sono cresciuti, le radici hanno continuato a fare il loro lavoro e l’asfalto, in alcuni punti, si è deteriorato fino a diventare quasi una pista da cross. Di fronte a tutto questo, però, non possiamo aspettare che il problema diventi irrisolvibile per poi concludere che l’unica soluzione sia abbattere gli alberi.

La domanda è semplice: perché non si fa una manutenzione programmata e costante? Gli alberi devono essere controllati, curati e potati quando è necessario. Non si può intervenire soltanto quando un ramo cade o quando le radici hanno già compromesso una strada. E c’è un altro aspetto che dovrebbe far riflettere tutti: Arezzo, come tante città, d’estate soffre sempre di più il caldo. Abbiamo bisogno di ombra, verde e alberi adulti, non di eliminarli per sostituirli con alberelli che impiegheranno decenni per raggiungere le stesse dimensioni. Arezzo, inoltre, ha dimostrato più volte di essere una città molto attenta e determinata nella difesa del proprio patrimonio verde. Basta ricordare la mobilitazione che ci fu in passato intorno alla tutela dei lecci: cittadini pronti a mobilitarsi e a formare una vera e propria catena umana pur di difendere quegli alberi.

È questa la sensibilità che dobbiamo continuare ad avere anche oggi. Pensiamo, per esempio, agli alberi di via Fra Guittone. Se devono essere rimossi per esigenze dell’area, perché non valutare seriamente la possibilità di espiantarli con le radici e trasferirli nel giardino che si trova poco più sotto? È una soluzione che merita almeno uno studio tecnico prima di prendere in mano una motosega. Prima si trovi una soluzione. Tutti insieme. Amministrazione, tecnici e cittadini. Non si può continuare a ragionare secondo la logica ‘c’è un problema, tagliamo l’albero’. Prima vengono la manutenzione, la valutazione tecnica, la ricerca delle alternative e la tutela del patrimonio verde. Perché in una città sempre più calda, ogni albero adulto è una risorsa. Produce ombra, contribuisce a mitigare il calore, trattiene acqua e migliora la qualità dell’ambiente urbano. Perderne uno significa perdere una risorsa che non può essere sostituita semplicemente piantando un alberello.

E allora il tema politico è molto chiaro: il Comune deve fare manutenzione, non aspettare il degrado per poi presentare l’abbattimento come unica soluzione. Noi non siamo contro gli alberi. Siamo contro l’incuria. E soprattutto non accettiamo l’idea che, dopo anni di mancata manutenzione, siano gli alberi a dover pagare il prezzo delle scelte amministrative. Per quelli di via Fra Guittone quindi, chiediamo che prima di qualsiasi abbattimento vengano valutate tutte le alternative possibili. Se c’è la possibilità di salvarli e trasferirli, quella possibilità va studiata e perseguita. Perché Arezzo ha bisogno di una politica del verde seria, programmata e lungimirante. E se qualcuno pensa che la soluzione sia semplicemente prendere la sega e tagliare, sappia che troverà cittadini pronti a difendere il proprio patrimonio verde.

Prima troviamo la soluzione. Altrimenti, ancora una volta, saranno i cittadini a fare sentire la propria voce e a scendere in campo per difendere gli alberi della loro città”.


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