Serve una riflessione per il futuro

Nessun danno al Castello Aragonese dopo l’incendio divampato nella serata di domenica 16 agosto a Ortona. Le fiamme hanno interessato parzialmente due aree esterne alla struttura e sono state domate intorno alle 2, mentre successivamente sono proseguite le operazioni di bonifica e controllo.
A fare il punto è l’amministrazione comunale, dopo la notte di interventi dei vigili del fuoco e della protezione civile. L’incendio si è sviluppato durante i tradizionali fuochi che, come ogni anno, si sono svolti all’interno dell’area del Castello Aragonese. Restano ora da approfondire le circostanze che hanno portato all’innesco delle fiamme.
Le procedure di emergenza, riferisce il Comune, sono state attivate tempestivamente. Sul posto hanno operato le squadre dei vigili del fuoco e della protezione civile, impegnate prima nello spegnimento e poi nella messa in sicurezza dell’area.
Il sindaco Angelo Di Nardo e l’assessore agli Eventi e alle Manifestazioni Antonio Sorgetti hanno seguito fino a tarda notte l’evolversi della situazione, mantenendo il raccordo con le squadre impegnate.
«La priorità è stata fin dal primo momento mettere in sicurezza l’area e consentire alle squadre di intervento di operare nelle condizioni migliori», sottolinea il sindaco Di Nardo. «Abbiamo seguito la situazione per tutta la notte e attendiamo ora ulteriori valutazioni tecniche».
Il primo cittadino ringrazia «i vigili del fuoco, la protezione civile, la polizia locale, la Croce Rossa e tutti i volontari che sono intervenuti con tempestività e professionalità», oltre alla ditta Nervegna, che ha messo a disposizione un’autobotte.
Conclusa l’emergenza, l’attenzione si sposta ora sulle verifiche e sulle misure da adottare in occasione dei prossimi appuntamenti. «Sarà necessario verificare attentamente le condizioni delle aree interessate. Purtroppo non è la prima volta che accade e questo certamente impone una riflessione per il futuro», aggiunge Di Nardo.
Nessun danno viene segnalato neppure nell’altro incendio sviluppatosi quasi contemporaneamente nella zona del depuratore al Peticcio.
Source link




