Piemonte

Basta riempirsi la bocca chiamandoci eroi

PIEMONTE – Mentre i territori fanno i conti con l’emergenza incendi e il soccorso tecnico urgente, all’interno del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco esplode la protesta sindacale. A farsi portavoce del malcontento operativo è Carmelo Barbagallo, Segretario Nazionale della FISI Vigili del Fuoco, che con una dura presa di posizione denuncia lo stato di abbandono in cui versa il personale sul campo.

Le principali criticità denunciate dal sindacato

Il documento sindacale mette nero su bianco un elenco di nodi irrisolti che compromettono l’operatività quotidiana e la sicurezza degli operatori.

A fronte degli oltre 4.300 posti attualmente vacanti, il sindacato stima che il deficit d’organico salirà a breve a quota 8.000 unità in assenza di un piano straordinario di assunzioni e di revisione delle piante organiche. Inoltre, l’ipotesi di riordino delle carriere viene bocciata poiché rischierebbe di premiare unicamente i vertici con nuovi posti dirigenziali, penalizzando la base operativa impegnata negli interventi di prima linea.

Sul fronte dei dispositivi di sicurezza, si contestano forniture insufficienti di calzature e sotto-combinazioni, la presenza di sostanze tossiche (PFAS e PFOA) nei materiali, oltre che l’assenza di adeguate coperture per la salute dei lavoratori e delle loro famiglie.

«A riempirsi la bocca con i sacrifici degli “eroi” sono tutti bravi, ma quando chiediamo aiuto si chiudono tutte le porte. Fare il vigile del fuoco è una vocazione, ma essere usati come scudo lascia allibiti», conclude Barbagallo.

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