Puglia

nel mondo, sui social e non solo. Il dovere di non dimenticare


Esattamente 102 anni fa veniva ritrovato, privo di vita, il corpo dell’onorevole Giacomo Matteotti. Era il 16 agosto 1924. Un cane di nome Trapani fiutò il cadavere nella macchia della Quartarella, un bosco a Riano vicino Roma. Il deputato socialista era stato rapito e pugnalato a morte da una squadra di cinque fascisti, la mattina del 10 giugno dello stesso anno. Matteotti aveva denunciato alla Camera i brogli elettorali e le violenze del partito di Mussolini durante le elezioni del 6 aprile 1924. 

Celebre è la frase che pronunciò ai suoi colleghi dopo un’invettiva contro il fascismo: “Io il mio discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me”. Quella volta prese la parola in parlamento per un’ora e un quarto. Non perché lo avesse programmato ma a causa delle continue e volgari interruzioni. Minacce comprese.

Subito dopo il delitto Matteotti, Benito Mussolini sfruttò la forte ondata di proteste e la dura campagna dei giornali di opposizione per rendere operativo un decreto sulla stampa dell’8 e il 9 luglio 1924. Quel regolamento reidtrodusse il sequestro preventivo dei giornali, aprendo la strada alla fine della libertà di informazione e alle successive leggi fascistissime del 1925-1926. 

Il 3 gennaio 1925, alla Camera dei deputati, il capo del fascismo pronunciò il celebre discorso in cui si assunte la “responsabilità politica, morale e storica” di tutto quanto era avvenuto, in particolare riferito al clima di violenze e proprio al delitto Matteotti. Quel passaggio segnò la svolta autoritaria e l’inizio della dittatura fascista palese in Italia. 

La forza bruta colpì un uomo perbene come Matteotti, nato ricco ma che aveva a cuore i poveri. E oggi più che mai, in un contesto in cui guerra e nazionalismi sembrano essere tornati “a farla da padrone” come allora, il dovere di non dimenticare quanto accaduto acquisisce ancora più rilevanza. 

Ai tempi dei “nuovi bulli”, che siano i “piccoli” sui social o i “potenti” del mondo, c’è sempre più necessità di forze positive capaci di instillare coraggio per aspirare a una società migliore. Tenendo presente che la libertà non è un valore scontato. Tutt’altro. Va preservata, coccolata e difesa. 

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