L’Intelligenza Artificiale non sostituirà mai un insegnante. Ma la scuola deve riscoprire il valore di chi insegna”, Pacifico (ANIEF): “Oltre 100mila docenti non si limitano a fare lezione

Viviamo in un’epoca in cui le macchine imparano da sole, i computer scrivono poesie e l’intelligenza artificiale supera esami di medicina. Eppure, c’è un luogo dove il calcolo e gli algoritmi non entreranno mai davvero: la relazione tra un docente e i suoi studenti.
Proprio in questo spazio, fatto di sguardi, dubbi, incoraggiamenti e passione, si gioca il futuro della scuola. E proprio qui, secondo il sindacato ANIEF, il governo è chiamato a fare una scelta coraggiosa.
Perché se da un lato l’AI rivoluzionerà il mondo del lavoro, sostituendo molte mansioni ripetitive, dall’altro l’insegnamento uscirà più forte che mai. Ma a una condizione: che chi insegna venga finalmente pagato per quello che vale. Non con aumenti simbolici o promesse rimandate, ma con un segnale concreto.
ANIEF chiede che già da subito venga riconosciuto un aumento di 150 euro mensili sull’indennità integrativa speciale per tutto il personale scolastico, come primo passo per allineare gli stipendi dei docenti a quelli degli altri dipendenti pubblici. Un atto dovuto, più che un favore, verso chi ogni giorno si trova a fare i conti con classi affollate, famiglie in difficoltà e riforme che cambiano prima ancora di essere applicate.
Ma c’è un altro nodo, forse ancora più intricato, che il sindacato guidato da Marcello Pacifico ha deciso di affrontare a viso aperto. Nelle scuole lavorano silenziosamente oltre 100mila docenti che non si limitano a fare lezione.
Sono loro i collaboratori del dirigente scolastico, i responsabili di plesso, i coordinatori di dipartimento, gli animatori digitali, i tutor per i neoassunti, i referenti per l’inclusione, l’orientamento, l’Erasmus, la privacy, il bullismo e il cyberbullismo. Sono figure che tengono in piedi la macchina complessa e delicata dell’istruzione, spesso senza un adeguato riconoscimento contrattuale, e quasi sempre con compensi che non hanno nulla a che vedere con l’impegno profuso.
Lo ha ricordato con amarezza lo stesso Pacifico, sottolineando che gli ultimi pagamenti legati al Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa 2025-2027 sono stati erogati solo grazie alla dedizione di dirigenti e direttori amministrativi che hanno interrotto le ferie per consentire gli accrediti. Un gesto encomiabile, ma che rivela un paradosso: chi tiene in piedi la scuola viene spesso ricordato solo quando manca.
Per questo, ANIEF chiede che il prossimo contratto nazionale riconosca finalmente, in modo stabile e giuridicamente chiaro, il ruolo di queste figure di sistema, così come accade da decenni nel settore privato per ruoli di coordinamento e responsabilità. E propone anche una misura pratica: tassare questi compensi aggiuntivi al 15%, per renderli più equi e incentivanti.
Non si tratta di una questione tecnica, né di una rivendicazione corporativa. È una scommessa culturale. La scuola ha bisogno di insegnanti che si sentano parte attiva di un progetto, non ingranaggi di un sistema che si consuma. Riconoscere il valore di chi insegna, oggi più che mai, significa investire sull’unica risorsa che nessun computer potrà mai replicare: la capacità di educare, ascoltare e far crescere le persone.
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