Patta e Kaddari finali amare agli Europei di atletica
Due finali amare dopo una mattinata che aveva alimentato ben altre speranze. Lorenzo Patta e Dalia Kaddari hanno vissuto da protagonisti la giornata dedicata alle staffette 4×100 agli Europei di atletica di Birmingham. Per i due velocisti sardi, però, l’appuntamento con le medaglie ha riservato una doppia delusione.
PATTA, SUPER FRAZIONE POI LA BEFFA – L’oristanese Patta aveva conquistato l’accesso alla finale insieme ai compagni di staffetta Eric Marek, Eduardo Longobardi e Samuele Ceccarelli. Gli azzurri avevano vinto la propria semifinale in 38″50, facendo registrare il secondo miglior tempo complessivo alle spalle della Gran Bretagna.
In finale la composizione della staffetta è cambiata con l’inserimento di Fausto Desalu al posto di Longobardi. Patta, schierato in terza frazione, ha corso molto bene e ha portato l’Italia al secondo posto provvisorio all’ingresso dell’ultimo rettilineo. Le speranze di medaglia si sono però spente nell’ultima frazione: Ceccarelli ha accusato un problema muscolare e ha perso il testimone, con la conseguente squalifica finale della staffetta azzurra.
Una conclusione amara soprattutto per quanto mostrato dagli azzurri fino a quel momento, con il portacolori dei Quattro mori protagonista di una grande prestazione che aveva tenuto l’Italia pienamente in corsa per il podio.
SOLO UN 4° POSTO PER KADDARI – Delusione anche per Dalia Kaddari. Nella semifinale del mattino la velocista cagliaritana aveva contribuito, insieme ad Alice Pagliarini, Gloria Hooper e Alessia Pavese, al 42″22 che aveva permesso all’Italia di ottenere il miglior tempo del turno e di presentarsi alla finale con concrete ambizioni di medaglia.
Nella gara decisiva Zaynab Dosso ha preso il posto di Pagliarini, ma le azzurre non sono riuscite a ripetere la prestazione della mattina e hanno chiuso al 4° posto. Kaddari ha corso la propria frazione 36 centesimi più lentamente rispetto alla semifinale, con una prestazione condizionata anche dalle fredde temperature inglesi.
Per entrambi gli atleti sardi resta così l’amarezza di due finali senza medaglia dopo quanto di buono mostrato nelle qualificazioni.
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