Emilia Romagna

Incendio nel parco Cesarea: “Necessario perseguire le responsabilità”


Intorno alle 13 di oggi, domenica 16 luglio, un vasto incendio ha colpito alcune centinaia di metri quadrati di un’area verde del Parco Cesarea, a breve distanza da una serie di villette sorte a seguito della recente lottizzazione di via Antica Milizia lato sud. Ne dà notizia il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi: “Il fumo era visibile anche a distanza. L’intervento veloce e ammirevole dei Vigili del Fuoco, con tre mezzi, ha evitato che le fiamme procedessero verso la zona abitata, mettendo infine la situazione sotto controllo e l’area stessa in cui si è scatenato l’incendio in condizioni di sicurezza. Dalle notizie diffuse si legge che restano ora da accertare le esatte cause che hanno dato origine al rogo. Queste devono però andare di pari passo con le responsabilità da perseguire e a cui addebitare i danni, dato che l’incendio si è potuto sviluppare per il fatto che l’area interessata era densa di erba e vegetazioni secche”.

Ancora Ancisi: “Il parco Cesarea, area verde di circa 90.000 metri quadrati compresa tra via Antica Milizia e lo scolo Lama, è sorto all’interno di una lottizzazione privata con realizzazione suddivisa in stralci e con obblighi di cessione in proprietà al Comune di Ravenna in base al completamento progressivo delle opere di urbanizzazione. Gli accordi originari prevedevano che una quota dei costi di gestione e cura del verde fosse inizialmente in capo ai soggetti attuatori privati prima del pieno assorbimento operativo tra i beni comunali. Il parco, risultando però completato, deve essere già interamente passato, come da autorevole affermazione, alla gestione e alla cura dell’amministrazione comunale, manutenzione del verde compresa. Di questa si è parlato anche nella commissione Ambiente il 29 aprile scorso, discutendo una petizione, sottoscritta da 380 cittadini, che tra l’altro contestava, a seguito delle proteste dei residenti nel Parco Cesarea, le scadenti condizioni di manutenzione del verde e la scarsa frequenza degli sfalci, che, comunque, se fatti sporadicamente, non possono certo restare abbandonati sul luogo a rischio di incendi”.


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