Società

La sfida dell’IA a scuola. Lettera

Inviata da Stefania Turchetta – L’anno scolastico che è ai nastri di partenza tra poco più di due settimane presenta sul tavolo numerose  sfide. Di sicuro, la più complessa è quella relativa alla AI.

Quanto modificherà il fare scuola, l’approccio alla didattica, ai metodi, alla burocrazia e con quali ricadute in termini umani, esperienziali, professionali, culturali? L’alunno sarà ancora disposto a svolgere attività senza cercare soluzioni facili? Oggi, semplici richieste rivolte a Meta AI, presente su tutti i cellulari, vengono evase in un qualche secondo: da come costruire un muro a come realizzare un circuito, da come riparare un phon a come stilare una programmazione, un tema, un problema, oppure costruire una girandola. Sempre più persone si rivolgono all’intelligenza artificiale per i più svariati problemi, anche personali, da risolvere o per le più astruse richieste, come, ad esempio: dove si trova il ristorante più rinomato di un tale posto? Quale preferire in ordine a determinati criteri?

Quale strada è più adatta per raggiungerlo? Un tempo a queste domande si rispondeva dopo avere fatto una serie di ricerche, impiegando diverso tempo. Con una serie di passaggi, un
approfondimento su internet, magari leggendo recensioni, alla fine si arrivava a farsi un’opinione personale sul quesito posto. Oggi , invece, è tutto più facile. Ancora più facile è per chi deve affrontare un esame: le dispense fornite dal professore vengono riassunte, schematizzate, sottolineate in modo impeccabile in tempi rapidissimi. Nel panorama mondiale, del resto, ci sono intelligenze artificiali per ogni settore: dal designer di interni al consulente del lavoro, dal nutrizionista al magazziniere e potremmo investire ogni campo.

Per l’uomo è una rivoluzione epocale, la fatica sarà un ricordo lontano. I robot sostituiranno gli scaffalisti, alzeranno pesi,
eseguiranno ordini sempre più sofisticati, si sostituiranno alle estetiste procedendo alle richieste delle clienti, ai tatuatori, ai personal trainer. Quali saranno gli effetti immediati per l’istruzione?

Questa domanda è importante, perché la scuola deve cercare di capire come attrezzarsi per affrontare questa rivoluzione, perché di questo si tratta, nel senso etimologico di cambiamento radicale.

Quanto l’AI sarà un’opportunità? Introdurrà solo espetti postivi o accelererà la tendenza a semplificare le difficoltà insite nella vita quotidiana dell’essere umano? Quando la prima rivoluzione industriale prese piede, tantissimi operai persero il posto di lavoro, sostituiti dalle macchine. Nacquero dei movimenti di protesta come il luddismo, eppure, come dimostrano i dati sociologici, dopo una fase di liminarità, la società ha superato la crisi ed è diventata più armonica.

Ecco, tra catastrofisti che temono in un futuro da Terminator, in cui le macchine prenderanno il sopravvento e si riprogrammeranno da sole, a danno dell’uomo, e tra chi perde il fiato nel dire che
l’AI non è altro che una nuova conquista umana, più sofisticata che gli aprirà le porte del paradiso delle soluzioni, rimane il disincanto di chi teme che l’inattività della mente, favorita da vassoi colmi di facili spiegazioni, possa condurre ad una spaventosa involuzione, invertendo tristemente il senso di marcia dell’umanità. Che dopo aver raggiunto il massimo concentrato di ingegno, a mano a mano lo profonderà nelle macchine dimenticando di continuare a forgiare con l’impegno e la fatica le facoltà esclusivamente umane che hanno consentito di raggiungerlo. Alla scuola, anche in questo caso, l’arduo compito di decodificare la portata della sfida e di rielaborarla a tutto
vantaggio dello studente, cercando proteggerlo dalla triste prospettiva della disumanizzazione.


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