Crollo di Ponte Morandi, Mesmaeker (M5s): “Genova non rinuncia ai propri diritti”

Genova. “Sui risarcimenti legati al crollo del Ponte Morandi, serve una scelta di campo. La stessa che il centrodestra non seppe fare nonostante l’opposizione, M5S in testa, lo avesse chiesto nell’interesse dei cittadini: stare dalla parte di Genova. Per questo sosteniamo pienamente la decisione della sindaca Silvia Salis e dell’Avvocatura comunale di chiedere ad ASPI quanto ancora dovuto. Crediamo infatti che l’accordo raggiunto nel 2021 non abbia cancellato tutti i danni subiti direttamente dal Comune: dalle spese straordinarie sostenute negli anni alle minori entrate, fino al danno d’immagine. Se esistono somme che spettano alla città, l’amministrazione comunale ha il dovere di reclamarle. E ha il dovere di segnalare che la realizzazione del tunnel subportuale l’ha decisa ASPI, non il Comune. Una situazione paradossale: chi doveva risarcire stabilì anche come risarcire. Bizzarro era, bizzarro resta”.
Lo dichiara il capogruppo comunale del M5S Marco Mes, che poi continua: “Sorprende che oggi Piciocchi e compagnia cantante non comprendano quanto fosse assurda quella scelta. E allora proviamo a spiegarglielo con parole semplici: Genova non ha ricevuto risorse liberamente utilizzabili per scegliere in autonomia dove intervenire, quali quartieri sostenere, quali servizi potenziare o quali emergenze affrontare. Alla città è stata indicata la forma del risarcimento e, a distanza di anni, molte delle opere previste risultano ancora da completare. Definire oggi quell’intesa come una sorta di accordo “tombale”, impedendo al Comune persino di avanzare ulteriori richieste, significherebbe trasformare un risarcimento in una rinuncia preventiva. Pagata dai genovesi. Quindi, crediamo che la diffida inviata ad ASPI, anche alla luce di quanto emerso in sede giudiziaria, rappresenti un atto di tutela del patrimonio pubblico. Prima ancora che una scelta politica, è una questione di responsabilità amministrativa e contabile”.
“Detto ciò, leggendo le sterili polemiche sollevate da un centrodestra in evidente stato confusionale, restano alcune domande cui dovrebbe rispondere l’ex vicesindaco che oggi si sgola: se il Comune può recuperare ulteriori risorse da destinare ai quartieri, ai servizi e ai cittadini, perché opporsi? Se esistono diritti ancora esercitabili, perché chiedere all’amministrazione di rinunciarvi? Nell’interesse di chi si chiede a Genova di fermarsi? E infine: caro Piciocchi, ma da che parte stai?”, conclude Mes.




