Morte Perrotta: un indagato risponde al gip, l’altro resta in silenzio
PAOLA (COSENZA) – Si è svolta questa mattina al Tribunale di Paola l’udienza di convalida del fermo dei due fratelli di 22 e 24 anni coinvolti nell’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta, il 34enne deceduto dopo l’aggressione avvenuta all’esterno della discoteca “Il Castello” di Sangineto.
I due, fermati da polizia e carabinieri, assistiti dall’avvocato di fiducia Alessandro Gaeta, sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari, che al termine dell’udienza si è riservato di decidere sulla convalida.
Nel corso dell’interrogatorio il 24enne Umberto Orsino, ha risposto alle domande del giudice, fornendo la propria ricostruzione su quanto sarebbe accaduto nella notte dell’aggressione.
Il fratello minore, Domenico Orsino, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Probabilmente, da quanto si è appreso, ha giocato anche la situazione climatica, il caldo intenso che forse ha contribuito a non garantire la necessaria lucidità. Umberto Orsino avrebbe sostenuto davanti al gip che sarebbe stato il fratello Domenico a colpire Antonio Perrotta con un violento pugno durante la discussione avvenuta all’esterno della discoteca.
Subito dopo i due fratelli si sarebbero allontanati dal luogo. Si tratta della versione resa da uno degli indagati e, come tale, dovrà essere verificata dagli inquirenti e confrontata con gli altri elementi raccolti nell’indagine. Agli atti ci sono anche dei video recuperati dagli investigatori. Le responsabilità individuali restano da accertare nelle sedi giudiziarie competenti.
Morte Perrotta, eseguita l’autopsia
Nella stessa mattinata è stata eseguita anche l’autopsia sul corpo di Antonio Perrotta. Dal materiale al momento disponibile non emergono ancora indicazioni ufficiali sui risultati dell’esame autoptico, destinato a rappresentare uno degli elementi centrali per chiarire le cause della morte e il rapporto tra le lesioni subite e il decesso. Il medico legale ha richiesto i canonici 90 giorni per fornire la relazione completa. L’inchiesta prosegue quindi su due fronti: da una parte la valutazione del giudice sulla convalida dei fermi e sulle eventuali misure cautelari, dall’altra gli accertamenti investigativi e medico-legali sulla dinamica dell’aggressione.
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