Una caverna nel cuore delle Alpi Svizzere. Custodirà i beni dei super ricchi. Che temono le guerre
La caverna di Ali Babà nelle Alpi svizzere. Siamo a Lungern, nel piccolo Cantone di Obvaldo, ai piedi del massiccio del Brünig. Con i tempi che corrono, ovvero con il timore che anche la Confederazione sia toccata da una guerra, con i droni che scorrazzano nei cieli europei ed il proliferare di bande agguerrite di malviventi, a un imprenditore è venuta l’idea di offrire un rifugio sicuro ai beni dei numerosi super-ricchi che vivono in Svizzera. Secondo un calcolo recente gli individui con una fortuna superiore ai 50 milioni di franchi sfiorano le 3000 unità. Buona parte di costoro ama circondarsi di quadri d’autore, oggetti in oro e preziosi, auto di lusso oltre che vetture d’epoca e vini da collezione…


Ebbene, per mettere al riparo tutto questo ben di Dio, all’imprenditore Thomas Gasser è venuta l’idea di realizzare una mega-cassaforte nella roccia. Che sarà pronta nel 2027. Sarà suddivisa in 20 caverne, ognuna delle quali verrà data in concessione per 99 anni, al prezzo di un milione di franchi. Intervistato dalla radiotelevisione svizzera in lingua francese, Gasser ha spiegato che “chiunque sigli il contratto viene registrato sul registro fondiario del Cantone di Obwaldo e, volendo, può pure ipotecare la caverna di cui è proprietario”.


Gasser ha quindi aggiunto di essere sicuro di aver fatto un buon affare “considerato che, con Dubai in gravi difficoltà a causa della guerra nel Golfo, i ricchi sono alla ricerca di luoghi sicuri dove mettere al riparo i loro patrimoni”. Va detto che, dopo la fine della Guerra Fredda, la Svizzera aveva già vissuto qualcosa di simile, con i vecchi bunker militari trasformati in siti per lo stoccaggio di dati. Quanto alla popolazione del villaggio di Lungern vive con un sentimento contrastante il cantiere nella roccia, degno di un film di 007, per far posto ai beni dei multimilionari. Ammette Thomas Gasser che “se c’è chi si entusiasma nel vedere arrivare una Ferrari, altri non apprezzano che si costruisca qualcosa per chi ha già troppo”.
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