Ceuta, tensione per il 15 agosto: arrestati per incitamento sui social
La tensione cresce a Ceuta, dove a quasi due settimane dall’afflusso di massa dal Marocco la situazione resta incerta e il ritorno alla normalità appare ancora lontano.
Il nodo principale riguarda le persone ancora presenti nella città autonoma spagnola e, in particolare, i minori non accompagnati: Madrid ha identificato 1.527 minori che intende ricongiungere alle loro famiglie in Marocco, ma le procedure di rimpatrio non sono ancora partite. Il governo spagnolo ha annunciato di essere al lavoro con Rabat su un piano d’azione per il rientro dei minori. “Stiamo collaborando con il governo marocchino” ha spiegato il ministro della Giustizia Félix Bolaños, indicando come obiettivo il ricongiungimento dei minori con le loro famiglie, con la collaborazione delle autorità di Ceuta e nel rispetto dei diritti umani. Il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, continua però a chiedere che il governo acceleri le procedure per il rimpatrio anche delle altre persone rimaste a Ceuta. Secondo Vivas, ogni giorno trascorso senza un intervento risolutivo allontana il ritorno alla normalità. Il presidente ha definito la situazione insostenibile e ha parlato di cittadini profondamente preoccupati, indignati e abbandonati, chiedendo a Madrid di superare, anche sul piano legislativo, gli eventuali ostacoli giuridici ai rimpatri.
A Ceuta è arrivata oggi la ministra della Difesa Margarita Robles, che ha incontrato Vivas e ha assicurato che il governo non lascerà sola la città. “Quanto accaduto il 30 luglio non può ripetersi” ha detto, ribadendo che Ceuta e Melilla sono territorio spagnolo e che qualsiasi aggressione alle due città autonome sarebbe considerata un’aggressione alla Spagna. La visita della ministra è stata accompagnata anche da contestazioni. Alcuni residenti hanno protestato contro la gestione della crisi da parte del governo. Tra loro Pepi, un’operatrice sanitaria in pensione, ha raccontato a Robles di vivere nella paura e di sentirsi abbandonata. “Siamo stati lasciati a noi stessi” ha detto la donna, spiegando di aver dormito pochissimo e di non sentirsi ancora al sicuro.
Il governo spagnolo si prepara intanto a rafforzare la vigilanza. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska sarà domani a Ceuta per una riunione con i vertici della Polizia nazionale e della Guardia Civil e con le autorità locali. Madrid vuole prevenire un nuovo ingresso di massa dopo quello del 30 luglio e sostiene che il Marocco stia collaborando in modo significativo. L’allarme è legato anche a messaggi diffusi sui social network che annunciano una nuova ondata di arrivi per il 15 agosto. Il ministero dell’Interno marocchino ha annunciato l’arresto di un gruppo di persone sospettate di aver incitato a un nuovo arrivo in massa a Ceuta. Ne danno notizia i media marocchini, tra cui Assahifa. Il portavoce del ministero, Rachid El Khalfi, ha spiegato che negli ultimi giorni le autorità hanno monitorato la diffusione, su diverse piattaforme social, di post e messaggi di origine sconosciuta che invitano a organizzare tentativi di attraversamento illegale di massa verso Ceuta e Melilla. Secondo El Khalfi, questi appelli rappresentano “gravi rischi per la sicurezza delle persone”. Il ministero ha assicurato che sono state adottate tutte le misure necessarie” per contrastare qualsiasi tentativo di attraversamento illegale delle due città autonome e che la situazione viene monitorata attentamente. La prontezza operativa delle forze di sicurezza, ha aggiunto il portavoce, è stata rafforzata soprattutto nelle aree vicine ai valichi di Ceuta e Melilla. Rabat ha inoltre invitato la popolazione a non dare seguito a messaggi considerati sospetti o fuorvianti e ha ribadito che la lotta all’immigrazione irregolare viene condotta nel rispetto della legge e con priorità alla sicurezza delle persone.
Sul terreno è intervenuta anche l’Unione europea. La Commissione ha inviato una squadra della Direzione generale Affari interni a Ceuta per una valutazione diretta della situazione e delle necessità. Bruxelles continua a sostenere Madrid attraverso Frontex, Europol e l’Agenzia europea per l’asilo ed è pronta, se necessario, a rafforzare il proprio intervento. “Il mio team si trova oggi a Ceuta per una valutazione diretta della situazione sul campo” ha dichiarato il commissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione Magnus Brunner. A preoccupare sono anche le conseguenze sui servizi pubblici. Il Consiglio generale degli odontoiatri spagnoli ha chiesto un rafforzamento “immediato e straordinario” delle risorse sanitarie ed epidemiologiche a Ceuta e Melilla, riferendo di una pressione crescente sui servizi e di un aumento delle richieste di assistenza. Gli ordini locali hanno segnalato inoltre il rischio di diffusione di malattie infettive legato al sovraffollamento e alle condizioni igieniche.
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