la protesta delle frazioni di Castel San Niccolò arriva alla Difensora civica

Una lettera aperta indirizzata al sindaco di Castel San Niccolò, Antonio Fani. Il tema in questione riguarda la modifica del Regolamento Tari per i residenti delle frazioni periferiche, come Torre Ca’ di Bati, che hanno preso carta e penna e interessato gli organi di stampa della questione grazie all’intervento della residente Alessandra Aldori.
“Sul caso – si legge nella lettera – è recentemente intervenuta la Difensora Civica della Regione Toscana con una nota formale datata 5 agosto 2026, chiedendo al Comune di rivedere il regolamento per eliminare i disagi dei cittadini, costretti a fare chilometri in auto con i rifiuti nel bagagliaio pur pagando la tariffa al 100%.
Signor sindaco, amministrare un territorio montano e complesso come il nostro non significa solo far quadrare i conti o approvare delibere nel chiuso degli uffici comunali. Significa, prima di tutto, avere il coraggio di guardare in faccia i cittadini e informarli quando le decisioni della giunta colpiscono direttamente le loro tasche. Con la modifica all’Articolo 20 del Regolamento Tari, la sua amministrazione ha stabilito che chi abita nelle frazioni periferiche, come la località Torre Ca’ di Bati, debba pagare la tassa sui rifiuti al 100%, a meno che non risieda a una distanza surreale e spropositata di oltre 2 chilometri e mezzo dal primo cassonetto.
Lei si difenderà dicendo che l’atto è stato pubblicato nell’albo pretorio online e che “la legge è stata rispettata”. Ma sa perfettamente che la trasparenza burocratica non è trasparenza reale. Nascondersi dietro un link sul sito web del Comune per far passare una norma così penalizzante, senza avviare una campagna informativa o un confronto con i residenti delle frazioni, non è un atto di lungimiranza: è una fuga dal confronto politico con i suoi elettori. La gravità di questa scelta non è più solo una lamentela dei cittadini penalizzati. Oggi è un fatto istituzionale certificato.
La Difensora Civica della Regione Toscana, con nota formale del 5 agosto 2026 (Prot. 0005988/202601046), è dovuta intervenire direttamente nei confronti del Comune di Castel San Niccolò e dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino per porre fine a questa situazione. Le parole dell’organo di garanzia regionale sono una bocciatura netta della sua linea d’azione. La Difensora Civica la “prega” formalmente di valutare la riallocazione dei cassonetti e di rivedere l’esercizio del suo potere regolamentare per eliminare i disagi.
Ci domandiamo, signor sindaco: è davvero necessario che intervenga Firenze per ricordare a questa amministrazione come si gestisce un servizio pubblico con equità e buon senso? È normale che un cittadino debba ricorrere alla Regione per ottenere l’ascolto e la tutela che il proprio sindaco gli ha negato? Penalizzare le frazioni significa favorire lo spopolamento della montagna e trasformare i residenti in “autisti della spazzatura”, costretti a fare chilometri in auto con i rifiuti nel bagagliaio pur pagando una tariffa piena.
Adesso la lettera della Difensora Civica è sul suo tavolo. I cittadini e i media locali attendono di sapere se intende arroccarsi ancora dietro i formalismi della burocrazia o se, per una volta, vorrà dimostrare l’autorevolezza politica di ascoltare il territorio, modificando un regolamento ingiusto e riavvicinando i servizi a chi ne ha diritto. La palla passa a lei”.
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