Ferrovia chiusa verso l’Austria, scatta l’allarme merci: pronti 3 milioni

Un mese di stop sulla ferrovia verso l’Austria, con il rischio che l’aumento dei costi e dei tempi di percorrenza finisca per spostare parte del traffico merci dai binari alla strada. La Regione corre ai ripari mettendo a disposizione 3 milioni di euro per le imprese ferroviarie che saranno penalizzate dalla chiusura della linea. La circolazione ferroviaria sarà infatti completamente sospesa dal 22 agosto al 20 settembre 2026 tra Carnia e il confine italo-austriaco di Thörl Maglern, per consentire l’esecuzione dei lavori programmati da Rete ferroviaria italiana. A complicare ulteriormente la situazione sarà la contemporanea indisponibilità della rete slovena. Per continuare a garantire i collegamenti, le imprese saranno quindi costrette a utilizzare itinerari ferroviari alternativi più lunghi e costosi, in particolare lungo la direttrice del Brennero.
Tre milioni per sostenere le imprese ferroviarie
Da oggi, martedì 11 agosto, le aziende interessate possono presentare domanda per accedere ai contributi regionali. “Mettiamo a disposizione 3 milioni di euro per sostenere i maggiori costi determinati dalla chiusura e tutelare la continuità dei traffici ferroviari del Friuli Venezia Giulia”, spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante. La misura è stata introdotta con l’Assestamento di bilancio 2026-2028 e la Giunta regionale ha già approvato criteri e modalità per la concessione e l’erogazione dei contributi, condivisi con le associazioni di categoria delle imprese ferroviarie. Il sostegno potrà riguardare l’intero percorso alternativo reso necessario dall’interruzione, comprese le tratte internazionali utilizzate per aggirare la chiusura al confine con l’Austria.
Il rischio è che le merci finiscano sulla strada
È proprio questo il nodo che preoccupa la Regione. Deviazioni più lunghe significano infatti maggiori costi e tempi di viaggio, con il rischio di rendere meno competitivo il trasporto ferroviario rispetto a quello su gomma. “L’obiettivo è evitare che l’aumento dei costi e dei tempi di percorrenza determini uno spostamento delle merci dalla ferrovia alla strada – sottolinea Amirante –. Interveniamo per salvaguardare l’operatività del sistema ferroviario e la continuità dei traffici che fanno capo al sistema portuale e logistico regionale”. Una questione particolarmente delicata per il Friuli Venezia Giulia, attraversato da importanti collegamenti con l’Austria e con il resto dell’Europa e punto di passaggio per i traffici legati al sistema logistico e portuale regionale.
Domande entro il 20 agosto
Le imprese ferroviarie interessate avranno pochi giorni per accedere ai fondi: le domande dovranno essere presentate entro il 20 agosto 2026. Le istanze devono essere inviate esclusivamente tramite posta elettronica certificata al Servizio trasporto pubblico, mobilità e logistica della Direzione centrale Infrastrutture e Territorio. Sul portale istituzionale della Regione sono disponibili l’avviso, il modello di domanda e i riferimenti normativi necessari per la presentazione delle istanze. “Si tratta – conclude Amirante – di una risposta puntuale a una criticità temporanea ma rilevante. Il Friuli Venezia Giulia è un nodo dei collegamenti europei e garantire la competitività del trasporto ferroviario vuol dire proteggere una componente essenziale del nostro sistema logistico e delle connessioni internazionali della regione”.
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