Società

Formazione tecnica, rientro dei cervelli e sostegno alla natalità. Ecco il manifesto di Futuro Nazionale per i prossimi 10 anni

“L’Italia ha bisogno di chiarezza, di coraggio e di un progetto vero. Oggi lo mettiamo nero su bianco. Pubblichiamo la prima parte della Base Ideologica e programmatica di Futuro nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037) ‘Per l’amore dell’Italia di oggi e la speranza dell’Italia di domani”. Questo l’annuncio del leader del partito, Roberto Vannacci.

Scuola, università e formazione tecnica al centro del progetto

Il documento programmatico di Futuro Nazionale dedica ampio spazio alle politiche per l’istruzione e la formazione, considerate strumenti essenziali per lo sviluppo economico e sociale del Paese.

Il partito intende rafforzare il sistema universitario e dei centri di ricerca, gli Istituti Tecnologici Superiori, la formazione tecnica e professionale e la collaborazione tra sistema educativo e imprese.

L’obiettivo dichiarato è ridurre il divario tra competenze richieste dal mercato e competenze disponibili, con particolare attenzione alle discipline STEM nei settori strategici.

Il programma prevede anche il contrasto al brain drain attraverso il favoreggiamento del rientro in Italia di giovani professionisti, ricercatori e imprenditori. Strumenti dedicati dovrebbero valorizzare le competenze acquisite all’estero e facilitare il reinserimento nel sistema produttivo nazionale.

Il documento sottolinea la necessità di investimenti nella formazione continua, nella digitalizzazione delle imprese, nell’innovazione tecnologica e nello sviluppo delle competenze professionali.

Giovani e accesso al lavoro tra formazione e politiche attive

Il programma affronta il tema dell’occupazione giovanile nell’ambito delle politiche attive del lavoro. L’obiettivo dichiarato è creare le condizioni affinché ogni cittadino possa accedere a un’occupazione stabile, coerente con le proprie competenze e adeguatamente remunerata.

La proposta prevede la realizzazione di un Database Unico di Collocamento Nazionale, integrato con imprese, centri per l’impiego, enti di formazione e operatori privati accreditati, così da rendere più efficiente, trasparente e rapido il mercato del lavoro.

Le risorse destinate ai servizi per l’impiego dovrebbero essere orientate ai risultati conseguiti in termini di occupazione stabile, formazione completata e qualità dell’inserimento.

Il partito sostiene la riduzione strutturale del cuneo fiscale per aumentare il reddito netto dei lavoratori e ridurre il costo del lavoro, con priorità per giovani, famiglie e imprese ad alta intensità occupazionale.

Per quanto riguarda l’accesso alle professioni ordinistiche, il movimento intende favorire percorsi di inserimento più graduali per i giovani, una maggiore integrazione tra formazione e attività professionale e il ricambio generazionale.

Il documento richiama inoltre il “principio economico di San Paolo” secondo cui chi non vuol lavorare neppure mangi, indicandolo come criterio di orientamento per l’accesso agli strumenti di sussidio.

Famiglia e demografia: misure per il sostegno alla natalità

Il documento dedica un capitolo alle misure economiche per la famiglia, considerando la crisi demografica come una delle emergenze nazionali. Nel 2025 il tasso di fecondità per l’Italia si è fermato a 1,14 figli per donna, quasi la metà del tasso di mantenimento demografico fissato a 2,1 figli per donna.

Il partito propone l’introduzione di un quoziente familiare per l’individuazione dell’aliquota fiscale, che tenga conto di quante persone il reddito sostiene.

Sono previste politiche fiscali di shock generativo per la riattivazione del saldo demografico. Le “quote azzurre” nei concorsi pubblici riserverebbero una parte dei posti a bando ai genitori di famiglie numerose. Per le madri, il programma prevede premialità di pensionamento anticipato proporzionalmente al numero dei figli. L’obiettivo dichiarato è sostenere la famiglia che procrea come sostegno al futuro dell’Italia.

Il partito intende promuovere in sede europea il riconoscimento della demografia come elemento di crisi del continente, proponendo una deroga strutturale al Patto di Stabilità e Crescita incentrata sulla procreazione.

Il documento sottolinea che l’Europa necessita di una deroga strutturale al Patto di Stabilità e Crescita che verta non sulle emissioni di carbonio ma sulla procreazione.

Come dichiarato nel programma, “una destra vitale anche perché mette al primo posto la necessità di promuovere la vita, a partire dal rilancio demografico: per fare, crescere, sognare, lavorare occorre prima esistere“.


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