fontanelle a secco, erba alta e bagni impraticabili a Prima Porta
Un rubinetto da cui non esce una goccia d’acqua, la vegetazione selvaggia che inghiotte le lapidi, sciami di zanzare e bagni pubblici che definire impraticabili è un eufemismo. Chi varca i cancelli del Cimitero Flaminio di Prima Porta per portare un fiore a un parente scomparso si trova troppo spesso davanti a un panorama di abbandono e trascuratezza.
Una situazione d’incuria diffusa che sta sollevando la protesta di centinaia di visitatori e che ora riaccende la polemica politica sulle condizioni dei servizi cimiteriali gestiti dalla Capitale.
A sollevare formalmente il caso sono i rappresentanti di Forza Italia in Campidoglio, Rachele Mussolini, capogruppo capitolina, e Michel Emi Maritato, alla guida della Commissione Smart City del partito azzurro. I due esponenti hanno raggruppato le segnalazioni arrivate dai cittadini in una durissima nota di denuncia contro l’operato dell’amministrazione comunale.
Il calvario delle famiglie: rubinetti chiusi e degrado tra i viali
Al centro delle proteste c’è soprattutto la costante carenza d’acqua nelle fontane distribuite lungo i vialetti dell’imponente camposanto a nord di Roma. Un disservizio non da poco per una struttura di quelle dimensioni, frequentata ogni giorno da persone in gran parte anziane.
Senza acqua erogata dai punti di approvvigionamento, infatti, lavare una tomba, pulire un vaso o semplicemente bagnare un mazzo di fiori freschi diventa un’impresa impossibile. A questo quadro si sommano le criticità legate alla scarsa pulizia generale, allo stato di forte degrado in cui versano i servizi igienici riservati ai visitatori e alla mancanza di uno sfalcio periodico delle erbacce, che con la bella stagione favorisce la presenza continua di insetti.

L’affondo di Forza Italia: «Serve un’ispezione immediata»
Di fronte a quello che definiscono un quadro «indegno per una grande capitale europea», Mussolini e Maritato sollecitano un intervento risolutivo da parte del Comune e delle strutture competenti per ripristinare il decoro minimo all’interno dell’impianto di Prima Porta.
«Chiediamo l’invio urgente di un’ispezione sul posto per verificare lo stato di funzionamento di ciascuna fontanella e garantire l’erogazione idrica in tutto il cimitero – incalzano i due rappresentanti azzurri –. Servono pulizie straordinarie, igienizzazione continua dei bagni e un piano urgente di disinfestazione e cura del verde».
Per la rappresentanza capitolina d’opposizione si tratta di interventi basilari che dovrebbero rientrare nell’ordinaria manutenzione della città: «Il grado di civiltà di una comunità si misura anche dalla cura che riserva ai luoghi della memoria. Garantire decoro e rispetto a chi visita i propri defunti è il minimo indispensabile che un’amministrazione deve assicurare ai suoi cittadini».
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